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Dàrio I

(Dārayavauš), re di Persia (550ca.-486 a. C.). Figlio di Istaspe, salì al trono spodestando l'impostore Gaumāta, che sosteneva di essere Bardiya, figlio di Ciro il Grande e fratello di Cambise. Riconosciuto all'inizio solo dalla Battriana e dall'Aracosia, riconquistò in circa un anno tutti i territori dell'impero, tranne l'Egitto e l'Asia Minore. Attese allora alla riorganizzazione dell'esercito (con truppe reclutate fra le popolazioni locali) e del sistema di tassazione. Anche il commercio venne favorito dall'introduzione di un sistema monetario basato sulla moneta aurea detta darico. La politica religiosa di Dario I, che dalle iscrizioni appare un fervente adoratore di Ahura Mazda, fu sempre molto tollerante: in Palestina, permise la ripresa dei lavori di ricostruzione (già autorizzata da Ciro) del Tempio di Gerusalemme; in Egitto, fece costruire numerosi templi, oltre a ristabilire la scuola medica di Sais, dove eresse una stele, e ricostruì un canale, già iniziato dal faraone Nekao II, dal Mar Rosso al Mediterraneo. In Asia Minore, dopo la riconquista delle colonie greche della Ionia e del Mar Nero, la Persia si scontrò con la Grecia peninsulare: dopo alterne vicende (distruzione di Sardi da parte greca e di Mileto da parte persiana), la guerra culminò con la sconfitta dell'esercito persiano a Maratona (490). La morte sorprese Dario mentre stava preparando una nuova invasione della Grecia. § Le raffigurazioni di Dario I su alcuni rilievi da Persepoli e Behistun e su alcune monete e sigilli rappresentano il sovrano secondo le iconografie di origine mesopotamica, tese più a evidenziarne i caratteri di sacralità e potenza terrena che alla resa realistica dei tratti fisionomici.

Bibliografia

A. R. Burn, Persia and the Greeks. The Defence of the West 546-470 B. C., Londra, 1962; R. N. Frye, The Heritage of Persia, Londra, 1962; H. H. von der Osten, Die Welt der Perser, Stoccarda, 1963; B. Gallotta, Dario e l'Occidente prima delle guerre persiane, Milano, 1980.