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Dardanèlli

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Generalità

Braccio di mare che separa la penisola di Gallipoli (Tracia) dalla costa nordoccidentale dell'Anatolia, mettendo in comunicazione il Mar Egeo con il Mar di Marmara. Così chiamato dal nome dell'antica città di Dardano, è considerato il residuo di un'antica valle fluviale sprofondata; orientato in direzione SW-NE, ha una lunghezza di 71 km, una larghezza media di 4-5 km (con un valore minimo di 1270 m tra Çanakkale e Kilitbahir) ed è profondo da 50 a 90 m. La diversa salinità dei mari che lo stretto congiunge determina due opposte correnti: una superficiale diretta dal Mar di Marmara all'Egeo, e una profonda in senso inverso. Porti principali sono Gallipoli (Gelibolu) sulla sponda europea e Çanakkale su quella asiatica. In turco, Çanakkale Boğazı.

Storia

Punto strategico di grande importanza, lo stretto dei Dardanelli, chiamato “Ellesponto” al tempo della Grecia classica, fu attraversato su un ponte di barche dall'esercito di Serse (480 a. C.); nel 405 a. C. gli Spartani vi distrussero l'ultima flotta ateniese presso Egospotami e conclusero così la guerra del Peloponneso; nel 323 d. C., Crispo, figlio di Costantino, vi sconfisse Licinio, rivale del padre. Nel Medioevo le navi delle repubbliche marinare italiane, pur preten dendo il diritto di libera navigazione attraverso lo stretto, spesso si contesero l'egemonia sulla zona: per lunghi anni si scontrarono pisani e veneziani, poi pisani e genovesi e infine genovesi e veneziani. Con la IV Crociata (1204) i veneziani ebbero per parecchi decenni il sopravvento, conteso più tardi da genovesi e da catalani. Nel sec. XIV, l'occupazione turca di alcune importanti posizioni lungo lo stretto, tra cui quella di Gallipoli, rappresentò un notevole intralcio ai commerci dei convogli occidentali. Nel sec. XV Maometto II cercò di sbarrare i Dardanelli alle navi delle repubbliche italiane prima di dare l'assalto a Costantinopoli. Per contro, durante le guerre di Candia (1645-69) e della Lega Santa (1684-99), la politica veneziana nei Dardanelli si rivelò una costante minaccia per i turchi: significative le azioni belliche condotte da Daniele Morosini e Giuseppe Dolfin nel 1654, da Lorenzo Marcello nel 1656, da Lazzaro Mocenigo nel 1657 e da Girolamo Dolfin che, nel 1698, giunse a minacciare la stessa İstanbul. Alla perdita di importanza di quest'area nel XVIII sec., seguì una rinnovata centralità ottocentesca. Col Trattato di Adrianopoli (1829), la Russia pretese il libero passaggio delle sue navi e con quello di Hünkâr Iskelesi (1833), fece chiudere i Dardanelli alle navi da guerra d'ogni altro Paese; tali imposizioni non trovarono riconoscimento nella Convenzione degli Stretti del 1841 (Questione degli Stretti). Durante la guerra italo-turca del 1911-12, torpediniere italiane cercarono per due volte (aprile e luglio 1912), senza successo, di attaccare la flotta turca nello stretto; alcuni anni dopo, i Dardanelli furono teatro di un poderoso sforzo anglo-francese durante la prima guerra mondiale (febbraio-marzo 1915), ma gli attaccanti vi perdettero parecchie unità navali. Eguale esito sortì il tentativo di sbarco di forze terrestri sulla penisola di Gallipoli nell'aprile dello stesso anno.