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Crèta

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(Kríti). Regione della Grecia peninsulare, 8336 km², 623.065 ab. (2011), 75 ab./km², capoluogo: Hēráklion. Province (nomói): Chaniá, Irákleio, Lasíti, Rétimo. Confini: Mar di Creta (N), stretto di Kasos (E), mar Mediterraneo (S), stretto di Andikithíron (W).

Generalità

.L'isola è ubicata nel Mediterraneo orientale, al largo delle coste sudorientali del Peloponneso; la regione vera e propria comprende Creta e alcune isolette minori. Stretta e allungata da E a W per ca. 250 km, prevalentemente costituita da rocce mesozoiche, l'isola è essenzialmente montuosa, dominata da tre imponenti massicci (Leuká, 2452 m; Ida, 2456 m ; Diktē, 2148 m), collegati da groppe e dorsali collinari; verso la costa si aprono limitate zone pianeggianti, tra cui la piana della Mesará, percorsa dal fiume Gerō-Pótamos. Il litorale ha in genere coste alte ed è frastagliato da ampi golfi e baie, specie a N. Le pittoresche gole di Samaria sono protette come parco nazionale, creato nel 1962, definito il più lungo d'Europa poiché il canyon ha una lunghezza di circa 18 km. La popolazione è concentrata prevalentemente sulla costa settentrionale, nei centri del capoluogo, Chaniá e Hágion Nikólaos, tutti collegati dall'autostrada costiera. Gli aeroporti dell'isola si trovano a Hēráklion, Chaniá e Siteia.

Economia

L'economia si basa sull'agricoltura (vite, olivo, cereali, primizie), sull'allevamento ovino e caprino e sulla pesca; industrie prevalenti sono quelle alimentari e tessili; molto importante è oggi il turismo, favorito dal potenziamento delle vie di comunicazione. Centri principali sono, oltre al capoluogo, Chaniá, Hágion Nikólaos, Rétimo, tutti sulla costa settentrionale, e Ànō Viánnos, nell'interno.

Storia

Tracce sicure della più antica civiltà risalgono al Neolitico. La felice posizione geografica dell'isola, che, circoscrivendo da sud il Mare Egeo, la rendeva tappa obbligata delle principali rotte commerciali mediterranee, favorì senza dubbio le sue relazioni con aree culturalmente più progredite e contribuì fin da età antichissima alla genesi di una raffinata civiltà, detta appunto “cretese”, che, nella sua ultima fase, molto influì anche sull'affinamento culturale dei conquistatori provenienti dal continente greco. Nel III millennio, come ha chiarito la moderna ricerca archeologica, Creta era già un'importante potenza marittima interessata, con fitta rete di traffici commerciali, ai mercati egiziani ed egeoanatolici. La sua storia più antica si suole dividere in tre distinti periodi: antico minoico, dal 2700 al 2000 ca., il periodo più arcaico pertinente alle vicende dell'età neolitica e della prima Età del Bronzo; medio minoico, dal 2000 al 1580 ca.; tardo minoico, dal 1580 al 1200 ca. In età classica le vicende di Creta non furono particolarmente degne di rilievo e l'isola, occupata da popolazioni doriche e caratterizzata da una legislazione abbastanza evoluta (di grande importanza è la famosa iscrizione di Gortina), rimase fino in età ellenistica per lo più al di fuori delle grandi contese internazionali, sviluppando l'arte della ceramica (protogeometrica, geometrica e orientalizzante), la lavorazione dei metalli, l'edilizia templare e la scultura detta “dedalica” (dal mitico Dedalo, che la leggenda pone in relazione al “labirinto” cretese). In età ellenistica Creta gravitò culturalmente nell'ambito dorico-peloponnesiaco e fu spesso lacerata da interni dissidi fra le varie poleis in cui era suddivisa (le principali furono Cnosso, Gortina e Cidonia). In età romana fu spesso ricettacolo di potenti flotte di pirati. Conquistata tra il 69 e il 67 a. C. da Q. Cecilio Metello, l'isola divenne provincia unita a Cirene. Inserita nell'Impero d'Oriente, di cui costituiva un tema, Creta ne seguì le vicende storiche. Conquistata dai Saraceni, che nell'823 vi fondarono Candia da cui l'isola prese il nome, tornata ai Bizantini nel 961, fu ceduta durante la IV Crociata a Bonifacio di Monferrato, che nel 1204 la vendette ai Veneziani; questi, dopo un periodo di lotta con i Genovesi, la tennero fino al sec. XVII. I Turchi, sbarcati nell'isola nel 1645, riuscirono a conquistare Candia solo nel 1669; dopo un assedio di circa vent'anni, solo le fortezze di Suda, Spinalunga e Carabus rimasero ai Veneziani ancora fino al 1715. Numerose ribellioni (1770, 1821, 1852, 1866) testimoniano la presenza di un vivace sentimento nazionale, che costrinse infine la Turchia, sotto la pressione delle potenze interessate alla Questione d'Oriente, a concedere, nel 1868, una certa autonomia, che fu poi ampliata nel 1896. La sostituzione del governatore cristiano con uno musulmano fu lo spunto, tra il 1896 e il 1897, per un'ennesima rivolta. Si ebbe così un'ultima crisi in cui quasi tutte le potenze interessate al problema orientale (Gran Bretagna, Francia, Russia e Italia) intervennero inviando una squadra navale al comando dell'ammiraglio italiano Canevaro, che fece occupare l'isola. La crisi fu risolta con la nomina del principe ereditario Giorgio di Grecia quale alto commissario delle potenze, sotto la sovranità nominale del sultano (1898). Nuove insurrezioni si verificarono a favore dell'unione alla Grecia; nel 1908 il commissario greco Zaimis pretese il ritiro delle truppe delle potenze europee e proclamò l'annessione dell'isola alla Grecia. Dopo la I guerra balcanica, col Trattato di Londra del 30 maggio 1913, la Turchia rinunciò a ogni diritto su Creta in favore della Grecia. Durante la seconda guerra mondiale, dal maggio 1941, l'isola, in cui si era trasferito il governo greco, fu presa dai Tedeschi e tornò alla Grecia nel 1945.

Arte

Del periodo paleocristiano rimane l'interessante presbiterio della chiesa di S. Tito a Gortina (sec. VI-VII), costruito con grandi blocchi di pietra. Nulla resta del periodo dell'occupazione musulmana (823-961). Nella seconda fase della dominazione bizantina furono erette fortificazioni e piccole chiese a pianta centrale con cupola (in genere prive di decorazioni plastiche e pittoriche). Con la conquista dell'isola da parte dei Veneziani (inizio sec. XIII), l'architettura religiosa e civile si uniformò a quella veneta. Nelle città vennero erette vaste chiese gotiche (S. Marco, S. Francesco di Candia), palazzi pubblici (Torre dell'Orologio e loggetta di Rétimo, Loggia di Candia), fontane, acquedotti. Nel 1500, per resistere agli assalti dei Turchi, i Veneziani eressero imponenti fortificazioni a difesa delle maggiori città costiere, su progetti di M. Sanmicheli (fortezze di La Canea, Candia, Rétimo, Suda, Spinalonga, Palecastro, Grabusa). Accanto all'architettura ufficiale di tipo veneto, nei sec. XIII, XIV e XV continuarono a essere costruite in gran numero anche chiese greche, sia di tipo costantinopolitano con pianta a croce iscritta (Alikiami, sec. XIV), sia in forma di piccole cappelle coperte da volte a botte. La decorazione pittorica è di tipo greco-ortodosso costantinopolitano; le chiesette più antiche (sec. XIII-XIV) sono riccamente ornate di affreschi, spesso firmati. In questo periodo la scuola di pittura costantinopolitana si trapiantò a Creta, dando origine alla scuola cretese-bizantina. Dopo il 1669, con l'occupazione turca, le chiese caddero in rovina o vennero trasformate in moschee.

Bibliografia

G. Matz, Creta, Milano, 1963; R. W. Hutchinson, L'antica civiltà cretese, Torino, 1976; S. Hood, La civiltà di Creta, Roma, 1979; S. Damiani Indelicato, Piazza pubblica e palazzo nella Creta minoica, Roma, 1982; P. Faure, Vita quotidiana a Creta ai tempi di Minosse, Milano, 1984; A. Bracquemond, V. Domenech, Grecia. Creta e Rodi, Roma, 1990.