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Deneuve, Catherine

attrice cinematografica francese (Parigi 1943). Lanciata da R. Vadim nel 1962 con Il vizio e la virtù, rimase confinata in parti sentimentali e decorative, finché registi come R. Polanski (Repulsion, 1965), L. Buñuel (Bella di giorno, 1967; Tristana, 1970), F. Truffaut (La mia droga si chiama Julie, 1969), M. Ferreri (La cagna, 1972; Non toccare la donna bianca, 1974) ne svelarono il fondo inquietante e ambiguo. Ha lavorato inoltre con M. Bolognini in Fatti di gente perbene (1974), con D. Risi in Anima persa (1976), con C. Lelouch in Chissà se lo farei ancora (1976) e nuovamente con F. Truffaut in L'ultimo metrò (1980). Tra i successivi film ricordiamo: Le bon plaisir (1983; Scandalo a Palazzo), Paroles et musique (1984), Speriamo che sia femmina (1986), Drôle d'endroit pour une rencontre (1988), La reine blanche e Indocina (1991). Nel 1992 ha ottenuto una nomination agli Oscar per Indocina; è tornata poi al cinema provocatorio con M. de Oliveira in Il convento (1995) e successivamente con l'interpretazione di una insegnante omosessuale in Les voleurs (1996) di A. Téchiné. Nel 1998 le è stato conferito a Berlino l'Orso d'oro alla carriera e, alla Mostra del Cinema di Venezia, è stata premiata per la sua interpretazione di Place Vendôme. È poi apparsa in Pola X di L. Carax (1999), Il tempo ritrovato (1999) di R. Ruiz, La lettera (1999) di M. de Oliveira, Dancer in the Dark (2000) di L. von Trier, 8 donne e un mistero (2002) di F. Ozon, Un film parlato (2003) di M. de Oliveira, I tempi che cambiano (2004) di Andrè Téchinè, I re e la regina (2004) di A. Desplechin e L'eletto (2006) di G. Nicloux. L'attrice francese nel 2006 è stata scelta come presidente della giuria della 63° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2007 recita in Un conte de Noël di A. Desplechin con cui vince il premio specile della giuria al 61° Festival di Cannes e nel 2014 in Tre cuori di Benoît Jacquot.

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