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Fiorentino, Màrio

architetto e urbanista italiano (Roma 1918-1982). Ha partecipato alla cosiddetta “Scuola romana”, nel clima del neorealismo di M. Ridolfi e L. Quaroni. Membro fondatore dell'APAO (Associazione per l'Architettura Organica) promossa da B. Zevi, se ne distaccò progressivamente. Fra i numerosi progetti e realizzazioni si ricordano: a Roma, mausoleo delle Fosse Ardeatine (1947, in coll.), sopraelevazione in via Paisiello (1948-50, in coll. con Ridolfi), quartiere INA-Casa al Tiburtino (1950, in coll. con i capigruppo Quaroni e Ridolfi), case-torri in viale Etiopia (1957-58 e 1962), progetto definitivo per la nuova sede dei tribunali e della Procura della Repubblica (1958-62, in coll. con Passarelli e Roisecco), il complesso residenziale di via Monti di Pietralata (1963-65, in coll.), il lotto nel quartiere di Roma-Spinaceto (1966, in coll.), il quartiere di Corviale (1973-80, in coll.), discusso tentativo di fare dell'edilizia economica un polo riorganizzativo in un tessuto periferico disgregato; a Matera, quartiere Spine Bianche (1954-58, in coll.), a Chicago, progetto per il Fermi Memorial (1958, in coll.); a Cagliari, palazzo della Regione (1953-68, in coll.); a Siracusa, quartiere INA-Casa S. Panagia (1957); a Sassari, quartiere sperimentale “Latte Dolce” (1959-64, in coll.); a Caserta, il quartiere INA-Casa Vanvitelli (1964-67, in coll.); a Portici (Napoli) il Collegio universitario e la Facoltà di agraria (1958-60) e il quartiere Soccavo Canzanella (1960-63, in coll.).