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Gianfrancésco

Gonzaga, primo marchese di Mantova (Mantova 1395-1444). Figlio di Francesco e di Margherita Malatesta, orfano a 12 anni, fu posto sotto la tutela della Repubblica Veneta, ma di fatto tale tutela fu esercitata da un parente, Carlo Malatesta, e poi da Albertino da Prato. Dopo essere uscito di tutela (1413) e aver prestato il giuramento vassallatico all'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, Gianfrancesco fece imprigionare tutti i Da Prato nel timore che aspirassero a soppiantare i Gonzaga. Al servizio di Venezia riportò nel 1426 un'importante vittoria su Filippo Maria Visconti nel Cremonese e fu da Venezia ricompensato con la cessione di alcuni territori. Nel 1432 fu nominato capitano generale della Repubblica al posto del Carmagnola. Nello stesso anno, al prezzo di 12.000 fiorini d'oro, ottenne dall'imperatore Sigismondo il titolo di marchese di Mantova. Nel 1437 abbandonò Venezia per passare al servizio di Filippo Maria Visconti, contro la Repubblica, sperando di acquisire Verona e Vicenza, ma non ottenne ciò che sperava sia per inadempienza dei patti da parte di Visconti sia per aver subito rovesci militari: con la Pace di Cremona (1441) dovette cedere a Venezia Asola, Lonato, Peschiera e tutte le terre che occupava nel Bresciano e nel Veronese. Oltre che valoroso condottiero, Gianfrancesco fu generoso mecenate: favorì la fondazione, a Mantova, della “Casa Giocosa”, la prima grande scuola rinascimentale istituita da Vittorino da Feltre (1423), e chiamò pure nella città artisti quali Pisanello e Iacopino da Tradate.

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