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Gradara

comune in provincia di Pesaro e Urbino (15 km da Pesaro), 142 m s.m., 17,52 km², 3381 ab. (gradaresi), patrono: san Terenzio (24 settembre).

Centro su un colle panoramico della valle del fiume Tavollo. Ricordato dal sec. XII, appartenne ai Malatesta, agli Sforza e, infine, ai Della Rovere; con l'estinzione della casata passò allo Stato Pontificio. § Borgo di aspetto medievale, circondato da mura trecentesche con merli guelfi, camminamenti e torre dell'orologio con porta d'accesso. È dominato dal mastio poligonale (1150) attorno a cui sorse la rocca, ampliata dai Malatesta nel sec. XIV e restaurata nel sec. XV da Alessandro Sforza. Proprio qui, secondo la tradizione, si sarebbe svolto il dramma di Paolo e Francesca, che ispirò uno dei più celebri canti dell'Inferno di Dante. § L'agricoltura fornisce cereali, olive, foraggi e uve pregiate; l'industria opera nel settore dei laterizi. Sviluppato il turismo, favorito da attrezzature ricettive e di svago.