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Lancillòtto o Lancellòtto

(francese Lancelot du Lac), cavaliere della Tavola rotonda nei romanzi del ciclo brettone. Nel poema di Chrétien de Troyes, Lancelot ou le chevalier à la charrette, e in un rimaneggiamento in prosa del 1225 egli è l'amante di Ginevra, moglie di re Artù, e impersona il perfetto eroe cavalleresco, capace di conciliare amore e valore e infine pronto a ritornare a vita cristiana, alla fine dei suoi giorni. Nella letteratura tedesca s'ispira alla figura di Lancillotto il poema Lanzelet (ca. 1195) di Ulrich von Zatzikhoven, dallo stile piuttosto rozzo e in cui manca l'aspetto più significativo della storia, e cioè il Minnedienst (servizio d'amore) dell'eroe nei confronti di Ginevra. Tra le rielaborazioni in tedesco del romanzo francese si ricorda quella di Ulrich Füterer contenuta nel suo Buch der Abenteuer. Anche il cinema ha riproposto la figura di Lancillotto, in ricostruzioni consumistiche (I cavalieri della Tavola rotonda, 1954, di R. Thorpe), demitizzanti (Lancillotto e Ginevra, 1973, di R. Bresson), spettacolari (Excalibur, 1981, di J. Boorman).

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