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Lonigo

comune in provincia di Vicenza (24 km), 31 m s.m., 49,39 km², 14.005 ab. (leoniceni), patrono: Santissimo Redentore (25 marzo).

Cittadina posta sul torrente Guà, ai piedi del versante sudoccidentale dei monti Berici. Sorta in epoca romana e ricordata come castrum nel 997 e ancora nel 1046, fu comune già verso la metà del sec. XI. Feudo dei Maltraversi, a lungo contesa tra vicentini e padovani, fu distrutta nel 1240 da Ezzelino da Romano. Nel 1266 passò ai padovani, nel 1311 agli Scaligeri e nel 1387 ai Visconti. Dal 1404 entrò a far parte dei domini di Venezia, alla quale rimase fino al 1797. Fu elevata a città nel 1834.§ Dell'antico castello scaligero rimangono solo due torri isolate. A un progetto del Sanmicheli si deve forse il cinquecentesco palazzo Pisani, con un elegante portale e una doppia scalinata d'accesso. Ottocentesco è il duomo, costruito in forme neoromaniche, come la villa Giovannelli, eretta sui resti di un'abbazia benedettina e circondata da un ampio parco. Fuori dell'abitato sorgono la villa Pisani (o Rocca Pisana), progettata da Vincenzo Scamozzi alla fine del Cinquecento, e il santuario della Madonna dei Miracoli (1492-1501), che custodisce all'interno un'immagine molto venerata della Madonna. Nel vicino centro di Bagnolo sorge la villa Pisani, eretta nella metà del sec. XVI su progetto incompiuto del Palladio.§ Particolarmente sviluppata è l'industria, attiva nei settori alimentare, edile, tessile, conciario, cartotecnico, meccanico, elettrotecnico, dell'abbigliamento, dei metalli, delle arti grafiche, degli strumenti di precisione, del mobile e della lavorazione del legno. È un rilevante centro commerciale (a marzo si svolge un'importante fiera) di prodotti agricoli, di bestiame e di manufatti industriali. L'agricoltura, altamente specializzata, produce cereali, uva da vino e foraggi; si pratica l'allevamento bovino ed equino (tradizionale e rinomato).

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