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Nicòtera

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comune in provincia di Vibo Valentia (27 km), 212 m s.m., 32,77 km², 6778 ab. (nicoteresi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Generalità

Cittadina affacciata sul golfo di Gioia Tauro e la piana di Rosarno, arroccata su una delle propaggini meridionali del monte Poro. Dall'abitato, che conserva nella parte alta l'impronta medievale, con tortuose stradine, sottopassi e ripide scalinate, si gode un amplissimo panorama, che spazia dalla Sicilia, alle isole Eolie, all'Aspromonte.

Storia

Ricordata con il nome attuale già nell'Itinerario di Antonino (sec. IV), pare che leghi le sue origini con la magno-greca Medma. Abbandonata nel sec. X per le incursioni saracene, venne ricostruita e fortificata da Roberto il Guiscardo. Sotto gli Svevi fu munita di un arsenale e conobbe un periodo di prosperità, anche grazie all'arrivo di una comunità ebraica che si stabilì (1224-1536) nel quartiere della Giudecca. Fu feudo dei Ruffo, dei Marzano e dei Di Gennaro (che dal 1555 ottennero il titolo di conti) e, infine, dei Ruffo di Scilla. Saccheggiata dai pirati barbareschi nel 1638, subì altre aggressioni dal mare fino agli inizi del sec. XVIII.

Arte

In posizione elevata sorge il castello dei Ruffo, grandioso edificio costruito nel 1764 da Ermenegildo Sintes sulle rovine di un precedente castello svevo-angioino. Ha tre torri quadrilatere angolari e porte e finestre in granito e ospita il Museo Civico Archeologico, con reperti provenienti da necropoli e da insediamenti del Neolitico, bronzi, terrecotte e ceramiche di età greca, romana e medievale. Di origine medievale è la cattedrale dell'Assunta, anch'essa completamente ricostruita dal Sintes nel 1785 e rimaneggiata nel 1843. All'interno si conservano frammenti tombali del sec. XV, un altare con marmi policromi, una statua marmorea raffigurante la Madonna delle Grazie (fine sec. XV), attribuita ad Antonello Gagini, un crocifisso di scuola napoletana del 1593 e una cattedra episcopale barocca a intagli. Il Palazzo Vescovile è sede del Museo Diocesano d'Arte Sacra e accoglie varie collezioni provenienti dalla cattedrale e da altre chiese della zona: fra le opere di maggior rilievo sono i frammenti di lastre tombali dei sec. XV-XVIII, un crocifisso ligneo (sec. XV), dipinti e argenti di scuola napoletana e siciliana. Numerosi sono i palazzi signorili sei-settecenteschi, con bei portali in granito e ringhiere in ferro battuto. Il quartiere storico della Giudecca è caratterizzato da case antiche e stradine strette, in cui si può circolare soltanto a piedi.

Economia

I principali prodotti dell'agricoltura sono olive, uva (vino limbadi rosso), ortaggi e frutta (soprattutto agrumi). Altre risorse provengono dall'allevamento e dalla pesca. Notevole è il turismo culturale, escursionistico e balneare (soprattutto a Marina di Nicotera, nota meta di villeggiatura estiva).

Dintorni

Nella frazione di Badia e in contrada La Timpa si trovano i resti di epoca romana (colonne, un pozzo e parti di impianti idraulici).

Media


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