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Numànzia

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Generalità

(latino Numantía). Antica città della Spagna centrosettentrionale, in favorevole posizione strategica sulla sinistra del fiume Duero, poco a N dell'attuale Soria (provincia di Soria). I Romani, dopo reiterati tentativi di conquistarla, intrapresero nel 143 a. C. una guerra sistematica per dieci anni non senza vergognosi scacchi: la città capitolò solo nel 133 a. C. dopo il lungo assedio di Scipione l'Emiliano che l'accerchiò con una cintura di fortificazioni stringendola come in una morsa.

Arte

Numanzia fu completamente distrutta. La riedificò Augusto; di questa fase sono state messe in luce (dagli scavi del 1902 di A. Schueten, proseguiti da una commissione di archeologi spagnoli) le mura rinforzate in qualche tratto da torri e l'impianto urbano di forma quasi ellittica con due strade longitudinali tagliate da dieci vie minori. Le case, a pianta rettangolare, sono molto modeste. Abbondanti i rinvenimenti di ceramica sia celtiberica sia romana (terra sigillata).

Teatro

L'assedio di Numanzia ispirò a Cervantes il dramma in quattro atti in versi El cerco de Numancia (L'assedio di Numanzia) scritto tra il 1581 e il 1583 e pubblicato soltanto nel 1784. L'autore, che è istintivamente solidale con i Numantini ma non tanto da accettare acriticamente il loro eroismo, non nasconde la sua ammirazione per il “professionismo” razionale dei Romani. I posteri hanno letto in quest'opera un messaggio di libertà; non per caso essa venne ripresa nel 1809 a Saragozza assediata dai Francesi e nel 1937 (in un adattamento di Rafael Alberti) a Madrid assediata dai franchisti. Nello stesso anno a Parigi il dramma ebbe anche una messinscena rigorosamente d'avanguardia firmata da Jean-Louis Barrault.

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