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Saragòzza (città)

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(Zaragoza). Capoluogo della provincia omonima e della comunità autonoma dell'Aragona (Spagna), 200 m s.m., 647.373 ab. (stima 2005).

Generalità

Situata su entrambe le sponde del fiume Ebro, alla confluenza in esso dei fiumi Gállego e Huerva, nel cuore di una fertilissima huerta. La sezione più importante dell'abitato, posta sulla destra dell'Ebro, è divisa in due parti ineguali dalla calle del Coso: a NE si estende la città antica, lambita dal fiume, che conserva il tracciato dell'insediamento romano, mentre a SW sorgono i quartieri più recenti attraversati dal Paseo de la Independencia, un ampio viale che converge ad angolo retto con la Calle del Coso formando la Plaza de la España. Nel corso del Novecento, a causa di una forte immigrazione iniziata già agli esordi del secolo e intensificatasi dagli anni Sessanta, la città ha sestuplicato il numero dei suoi abitanti. Le nuove aree industriali si sono sviluppate sulla sinistra del fiume Ebro, attraversato da vari ponti, intorno al centro satellite di Arrabal. Saragozza è sede universitaria, di un Politecnico e di un'Accademia delle Belle Arti.

Storia

Fondata come colonia militare dall'imperatore Augusto nel 26 a. C., su un preesistente borgo iberico (Salduba), la città conserva, sia pure attraverso la pronuncia araba, il nome romano ricevuto dal suo fondatore (Caesar-Augusta). Diventata un importante centro di diffusione del cattolicesimo, all'inizio del sec. VIII venne presa dagli Arabi, che la chiamarono Sarakosta. Nel 778 Carlo Magno tentò vanamente di riconquistarla. Alla caduta del califfato di Cordova, Saragozza fece parte di un regno arabo indipendente, che arrivò a estendersi fino all'Andalusia e resistette a lungo agli attacchi dei regni cristiani del Nord. Riconquistata definitivamente nel 1118, dopo quattro anni di guerra, da Alfonso I d'Aragona, diventò la capitale del regno aragonese-catalano. Nel 1474 vi venne fondata l'Università. Nel sec. XVI, unita alla Castiglia e perduto il rango di capitale del regno (restò infatti capitale della sola Aragona), la città decadde; fu ancora teatro di importanti fatti storici, come l'assassinio dell'inquisitore Arbués e la ribellione contro Filippo II, soffocata nel sangue (1591). Dopo la guerra di successione (1701-14), fu favorita dai Borbone e nel 1808-09 resistette eroicamente agli invasori napoleonici, subendo gravi devastazioni. Nella seconda metà del sec. XIX ebbe una notevole fioritura economica, come centro di agricoltura, commerci e industrie; da qui anche il rapido diffondersi di nuove istanze sociali, con frequenti disordini e sommosse. Nel 1922 vi fu assassinato dagli anarchici il cardinale arcivescovo Soldevila. All'inizio della guerra civile (1936), pur essendo considerata una roccaforte del movimento operaio, la città cadde subito in mano franchisti (19 luglio) e vani furono i successivi sforzi dei repubblicani intesi a riconquistarla. Sul fronte di Saragozza, lungo 70 km, combatterono dalla parte repubblicana molti volontari stranieri, tra cui George Orwell, che dedicò al conflitto civile spagnolo Omaggio alla Catalogna.

Arte

Del periodo romano la città conserva resti di mura, del teatro e delle terme. Durante il periodo della dominazione musulmana Saragozza fu una delle più grandi città dell'Aragona, capoluogo della Marca Superiore, soprannominata la “città bianca” per il colore delle sue mura, costruite in lastroni di tufo. A causa delle movimentatissime vicende della sua storia politica, essa tuttavia conserva scarse vestigia musulmane. Il monumento islamico più importante della città è quanto resta del palazzo dell'Aljafería dei Banū-Hūd, che risale all'epoca dei “reyes de Taifas” (sec. XI), e che fu successivamente residenza della corte aragonese. Sono moreschi parte del cortile e la moschea, mentre lo scalone e i saloni dei ricchi appartamenti sono in stile gotico. La Cattedrale, “o Seo”, costruita sul luogo dell'antica Grande Moschea, fu iniziata nel sec. XII in stile romanico e compiuta nel XIV in stile gotico-catalano e mudéjar; vi si può ancora vedere, sulla facciata nordorientale, una serie di mattoni e di mattonelle smaltate (azulejos) di probabile fattura araba. Vi si conservano notevoli opere d'arte, fra cui alcuni dossali d'altare platereschi (sec. XV-XVI) e oreficerie religiose tardomedievali. La Cattedrale Nuova, dedicata alla Nostra Signora del Pilar, fu iniziata nel 1681 ed è un grande edificio barocco con cupolone centrale, quattro campanili e dieci cupole minori. All'interno, affreschi di A. González Velázquez, F. Bayeu e F. Bayeu (sec. XVIII) e dossale cinquecentesco dell'altar maggiore di D. Forment. Numerosi sono poi gli edifici civili e religiosi tardomedievali e rinascimentali, tra i quali sono particolarmente degni di nota la gotica chiesa di San Pablo (sec. XV), il palazzo dell'Audiencia (1551) e la Lonja del sec. XVI. Le chiese di San Gil, San Miguel, San Cayetano sono in stile mudéjar. Il Museo di Saragozza, suddiviso nelle sezioni archeologica, etnografica e delle belle arti, conserva tra l'altro notevoli opere d'arte antica e medievale e ritratti di F. Goya. Il Museo degli Arazzi, all'interno della sagrestia della Cattedrale, espone una serie di arazzi francesi e fiamminghi dei sec. XV-XVI.

Economia

Alla convergenza di numerose linee ferroviarie, Saragozza è centro di servizi, commerciale e manifatturiero di notevole importanza, sede di industrie alimentari, tessili, chimico-farmaceutiche, metalmeccaniche, siderurgiche e cartarie. Di rilievo sono le attività legate al turismo. Nel 2008 la città è stata la sede dell'Esposizione Universale con il tema "Acqua e Sviluppo sostenibile".

Cultura

In ottobre, durante la festa del Pilar, le vie della città si animano con spettacoli teatrali, concerti musicali e mostre d'arte e artigianato. A N della città, lungo le sponde del fiume Ebro, sorge la certosa di Aula Dei, fondata nel 1564 da Ferdinando II. La chiesa conserva un ciclo di affreschi sulla vita della Vergine eseguiti da F. Goya nel 1774.