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Ròdano (fiume)

fiume (lunghezza 812 km; bacino 99.000 km²) dell'Europa centrale, tributario del golfo del Leone (mar Mediterraneo); con il suo corso interessa la Svizzera sudoccidentale (Cantoni Vallese, Vaud e Ginevra) e la Francia sudorientale. Nasce a 1850 m s.m. di altitudine dall'omonimo ghiacciaio (17 km²) nelle Alpi Bernesi. Scorre con prevalente direzione WSW incidendo una valle longitudinale al sistema alpino che si sviluppa per 120 km tra le Alpi Bernesi a N e le Alpi Pennine a S. All'altezza di Martigny piega bruscamente verso NNW, supera la gola di Saint-Maurice (Porte du Rhône), tra i Dents du Midi a W e il Dent de Morcles a E e si immette nel lago di Ginevra con un vasto apparato deltizio. In questo primo tratto del suo corso riceve vari affluenti, tra cui i torrenti Lonza e Dala da destra, Vispa e Drance da sinistra e bagna i centri di Briga, Sion e Saint-Maurice. Uscito dal Lemano a Ginevra, dove riceve da sinistra l'Arve, scorre verso SW, entra in territorio francese e, sempre con lo stesso, prevalente orientamento, procede fino a Lione, spezzato però in tronconi nettamente distinti per la disposizione alternativamente longitudinale e trasversale delle valli in cui scorre, aprendosi il passo fra le propaggini meridionali del Giura a N e le Alpi della Savoia a S. Tra Ginevra e Lione riceve anche il Fier, la Chéran, la Leisse, il Guiers, la Bourbre, la Valsérine e l'Ain. A Lione, dove raccoglie da destra le acque della Saona, il Rodano piega decisamente verso S, direzione che mantiene sino alla foce: in quest'ultimo tratto riceve i suoi maggiori affluenti e cioè l'Isère, la Drôme, l'Aygues e la Durance, da sinistra, l'Ardèche, il Cèze e il Gard, da destra, e bagna le città di Vienne, Valence, Avignone e Arles. Ad Avignone ha inizio la valle alluvionale del Rodano, ma solo a valle di Arles si apre il suo vasto apparato deltizio, che il fiume attraversa con due bracci, il Grande Rodano (Grand Rhône) che trasporta l'85% delle acque del fiume, verso SE, e il Piccolo Rodano (Petit Rhône), verso SW: tra questi due rami è situata la piatta e in parte paludosa regione della Camargue (Parco Naturale Regionale della Camargue dal 1970). Il delta del fiume si allarga continuamente: si calcola che ogni anno si spinga in avanti di una cinquantina di metri e che il suo aumento in superficie sia di ca. 1 km². Il progressivo insabbiamento della costa ha impedito il sorgere di importanti porti: la navigazione è del resto difficile anche lungo il fiume, a causa del suo regime irregolare (con magre autunnali e piene primaverili) dovuto al fatto che i suoi principali affluenti provengono da regioni con climi diversi. La portata media alla foce è di 1800 m3/s. Nel tratto tra Lione e la costa mediterranea (ca. 330 km) sono stati ultimati nel 1980 grandiosi lavori di canalizzazione che permettono il passaggio di natanti di alcune migliaia di t di stazza, mentre i numerosi canali navigabili della regione deltizia hanno solo un interesse locale. Il traffico commerciale lungo il Rodano movimenta quasi 4 milioni di tonnellate di merci l'anno. Sviluppato il turismo fluviale. Lo sfruttamento delle acque del fiume è stato reso possibile dalla costruzione di varie chiuse con l'utilizzazione dei salti d'acqua per la produzione di energia elettrica: tra le principali centrali idroelettriche, quelle di Génissiat, Donzère-Mondragon e Montélimar. In francese, Rhône; in tedesco Rotten.