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Ginévra (città)

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(Genève). Capitale del cantone omonimo (Svizzera), 375 m s.m., 177.964 ab. (stima 2006), l'agglomerato urbano 493.445 ab. (stima 2006).

Generalità

Situata all'estremità sudoccidentale del lago di Ginevra (o Lemano), là dove il fiume Rodano esce dal lago, presso il confine con la Francia. La città vecchia è divisa dal Rodano (che qui riceve da sinistra il fiume Arve) in due settori, mentre la città moderna, con ampi viali e parchi, si estende lungo le rive del lago. Ricca e cosmopolita, secondo una tradizione risalente all'epoca delle più accese lotte di religione tra cattolici e protestanti quando, costituitasi in città libera, divenne il rifugio dei perseguitati di tutt'Europa, è località di soggiorno preferita da personaggi illustri, qui attirati dalla bellezza del paesaggio e dalla dolcezza del clima. Venne scelta con sempre maggior frequenza come sede di conferenze e di organizzazioni internazionali, tra cui la sezione europea dell'ONU, Organizzazione Internazionale del Lavoro, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, la Croce Rossa Internazionale. Vivace centro di cultura, vanta numerosi istituti superiori e una delle più famose e frequentate università svizzere. Vi nacque lo scrittore e filosofo Jean-Jacques Rousseau (1712-1778). In tedesco, Genf.

Storia

Il sito, che ha restituito reperti risalenti all'età della Pietra, fu abitato dai Galli Allobrogi e occupato dai Romani (58 a. C.), dai quali fu eretto in oppidum (Genava) con funzioni di controllo del traffico fluviale e lacustre. L'espansione del villaggio fu bloccata dalle invasioni alemanniche, così che Ginevra alla fine del III sec. era ancora una testa di ponte fortificata. Diventata nel V sec. capitale del regno burgundo e sede vescovile, cadde poi sotto il dominio dei Franchi e fece parte del Regno di Borgogna dopo la dissoluzione dell'Impero carolingio. In età feudale il governo della città fu lungamente conteso tra il vescovo e i conti del Genevois: con l'accordo del 1124 si riconobbe al vescovo il titolo di principe sovrano di Ginevra, confermatogli dall'imperatore. Nel basso Medioevo la città si trovò circondata dai domini dei conti di Savoia. Nelle guerre di Borgogna si alleò dapprima con Carlo il Temerario e fu perciò saccheggiata dagli Svizzeri nel 1475; successivamente si orientò verso alleanze con Friburgo e Berna. Divisa in due partiti (uno favorevole ai Savoia, detto dei Mammelucs, l'altro autonomista e incline ad appoggiarsi agli Svizzeri, detto degli Eidguenots.), nel 1530 il duca di Savoia ne riconobbe i diritti. La Riforma protestante, introdotta da Guillaume Faurel, ebbe conseguenze politiche notevoli per la città, che da principato vescovile divenne una repubblica indipendente. Ma l'affermazione della Riforma non fu pacifica, poiché il vescovo fece appello ai duchi di Savoia e l'adozione degli editti di riforma (1536) e la successiva opera di organizzazione ecclesiastica e costituzionale di Calvino (le “Ordinanze ecclesiastiche” del 1541) furono rese possibili anche dall'appoggio di Berna, che si concretò nelle alleanze del 1570 (con la Francia e le città di Berna e Soletta) e del 1584 (con Berna e Zurigo). Queste alleanze permisero alla città di sventare l'ultimo tentativo di conquista savoiardo (l'Escalade del 1602) e di vedersi riconosciuta l'indipendenza con il Trattato di Saint-Julien (1603). Grazie alla riforma calvinista, Ginevra divenne il centro principale del protestantesimo (la “Roma protestante”) e rifugio dei protestanti francesi e italiani. Nel sec. XVII vi si affermò un regime aristocratico, che dovette affrontare numerose sollevazioni popolari, domate con aiuti militari esterni (nel 1707 di Berna e Zurigo, nel 1782 di Berna, della Francia e della Sardegna). Nel 1792 il sistema aristocratico fu infine rovesciato dagli égalisateurs, che ottennero la convocazione di un'assemblea costituente. Dal 1798 al 1813 la città fu annessa alla Francia, diventando capoluogo del dipartimento del Lemano. Il periodo napoleonico si accompagnò a una profonda crisi economica. Nel 1815 la città con il suo territorio (definito dal Trattato di Torino del 1816) fu unita alla Confederazione Svizzera come 22º cantone ed ebbe una costituzione fortemente censitaria. Il suffragio universale fu introdotto nel 1841. Le lotte politiche tra conservatori e radicali sfociarono nel 1870 in conflitti confessionali e si placarono nel 1892 con l'introduzione della proporzionalità nel Parlamento cantonale. La città fu dall'Ottocento sede di importanti conferenze, tra cui quella che nel 1863 segnò la nascita del diritto umanitario internazionale. Sede della Società delle Nazioni dal 1920 al 1939, nel 1947 fu scelta come sede europea dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e di alcune delle sue agenzie (tra cui l'Organizzazione Internazionale del Lavoro e l'Organizzazione mondiale della Sanità). Diventata uno dei principali centri della diplomazia internazionale, ospitò nei successivi decenni numerosi incontri e conferenze.

Arte

La città comprende una parte nuova, lungo le rive del Rodano e del lago, e una parte antica, sulla collina, dove sorge la cattedrale di Saint-Pierre, edificio romanico-gotico ( XII-XIV sec.) eretto su una precedente basilica ottoniana, a sua volta preceduta da un edificio paleocristiano; nel 1406 venne iniziata la cappella dei Maccabei e nel 1752-56 B. Alfieri aggiunse la facciata neoclassica. La città conserva alcune chiese gotiche dei sec. XIV-XV, tutte erette sul luogo di più antichi edifici romani, paleocristiani e altomedievali. Si ricordano le chiese di Sainte-Marie Magdalene, di Saint-Germain (dal 1334), di Saint-Gervaise (sec. XV), la cui cripta ad ambulacro dei sec. VIII-IX è quanto resta di una cappella palatina carolingia. Resti del palazzo reale dei Burgundi sono stati messi in luce dagli scavi. Nella parte alta della città si trovano numerose case tardogotiche (sec. XV-XVI) e rinascimentali (sec. XVI-XVII), mentre in quella bassa prevalgono gli edifici del Settecento di tipo francese, con bei portali rococò e corti d'onore (palazzo Mallet, di J.-F. Blondel). Numerose le chiese neogotiche del sec. XIX. Tra gli edifici moderni si ricordano il complesso di edifici della Società delle Nazioni (1930) e la vicina “Casa di vetro” di Le Corbusier, importante esempio di architettura funzionale (1931-32). Il Museo d'Arte e Storia conserva varie opere di K. Witz (tra cui La Pêche Miraculeuse), J.-É. Liotard, É. Vigée-Lebrun, una ricca sezione moderna (F. Hodler, F. E. Vallotton, Gauguin, Van Gogh, R. Dufy, Chagall, G. Rouault ecc.), una sezione di arte decorativa e una sezione archeologica. In un edificio di fine Ottocento ha sede il Museo Ariana con una collezione di oltre 18.000 oggetti in ceramica, porcellana e vetro. Nella Maison Travel, costruzione trecentesca adibita a museo, si trovano arredi e oggetti che illustrano la vita quotidiana a Ginevra dal Trecento all'Ottocento. Il Museo Etnografico possiede circa 80.000 oggetti appartenenti alle civiltà tradizionali dei cinque continenti. Inaugurato nel 1994 nei locali di un ex stabilimento industriale, il Mamco (Museo d'Arte Moderna e Contemporanea) dedica all'arte contemporanea una galleria permanente e un programma di esposizioni temporanee.

Economia

Ginevra ha un ruolo commerciale, finanziario, bancario, amministrativo e politico di primissimo piano; ospita numerose holding private e organizzazioni internazionali, tra cui la direzione del Comitato Internazionale della Croce Rossa e la sede europea dell'ONU. Importante nel panorama economico cittadino è anche la ricerca, di cui è simbolo il CERN. La città dispone inoltre di uno sviluppato polo industriale, con attività nei campi meccanico, meccanico di precisione (orologi), alimentare, chimico, farmaceutico, grafico e dell'abbigliamento. Nuove industrie del settore biotecnologico e delle telecomunicazioni sono nate nella seconda metà del Novecento. È frequentata meta turistica e di conferenze, con un'ottima attrezzatura alberghiera. Aeroporto internazionale a Cointrin.

Curiosità

In dicembre hanno luogo i festeggiamenti dell'Escalade, per commemorare la vittoria ginevrina sull'esercito guidato dal duca di Savoia (1602), con spettacoli e manifestazioni in costume.

Bibliografia

L. Blondel, Les premiers édifices chrétiens de Genève, Ginevra, 1933; W. Déonna, Les arts à Genève, dès origines à la fin du XVIII siècle, Ginevra, 1942; L. Blondel, Le développement urbain de Genève à travers les siècles, Ginevra-Nyon, 1946; G. Raffestin, Genève, essai de géographie industrielle, Ginevra, 1968; B. Crettaz, A. Boccazzi Varotto, Il museo di etnografia di Ginevra, Torino, 1989.