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Rangóni

antica famiglia nobile modenese tuttora esistente. Di origine forse germanica (Muratori), è ricordata sin dal sec. XI nella persona di un Gherardo I, condottiero al servizio di Matilde di Canossa fatto prigioniero da Arrigo IV nel 1082. Di parte guelfa, capeggiò il partito cittadino degli Aigoni in lotta contro i ghibellini Grasolfi e nel sec. XIII fu sul punto di impadronirsi della città; costretta poi a scendere a patti con gli Estensi, ne favorì la signoria e si legò a loro con vincoli di parentela. Negli anni successivi venne però in lotta con i nuovi signori e fu perciò più volte esiliata. Si rappacificò durevolmente nel 1336 e da allora ebbe vari uffici e onori. Tra i suoi membri più famosi: Gherardo (sec. XII), primo podestà di Modena nel 1156 e quindi legato imperiale nella stessa città (1167), rinunciò a tale carica quando Modena entrò a far parte della Lega Lombardaere stato nuovamente podestà nel 1179, si crede che sia andato in Oriente come crociato e vi sia morto nel 1187. Guglielmo (sec. XII-XIII), podestà di Modena (1196 e 1208) e di Bologna (1201 e 1215), nel 1213 fu eletto governatore della Marca d'Ancona e l'anno successivo venne investito delle contee di Fermo e Senigallia. Gherardo (m. Travenzolo 1240), podestà di Reggio (1202), di Pistoia (1222), di Siena (1225 e 1232), di Bologna (1226) e di Mantova (1240), morì combattendo contro Ezzelino da Romano. Iacopino (m. Parma 1278), fratello del precedente, fu più volte podestà in vari comuni dell'Italia settentrionale. Divenuto capo della fazione modenese degli Aigoni, fu cacciato di città dagli avversari e non poté ritornarvi che dopo la sconfitta di re Enzo (1249). Podestà di Firenze, ne comandò l'esercito nella sfortunata battaglia di Montaperti (1260). Alla calata di Carlo d'Angiò riprese le armi e riuscì a cacciare i ghibellini da Modena (1268). Lanfranco (sec. XIII), dopo essere stato capitano del popolo a Pistoia (1283), favorì la dedizione di Modena a Obizzo II d'Este (1288) ottenendo in cambio che sua nipote Ada sposasse Aldobrandino d'Este. Gherardo (sec. XV-XVI), valente capitano, fu al servizio degli Estensi nella guerra contro Venezia (1482), passò quindi alle dipendenze di Carlo VIII durante la sua campagna in Italia e infine prese parte con Giulio II alla guerra di Cambrai mettendosi in luce nella presa di Modena. Guido (1485-Venezia 1539), valoroso generale, fu dapprima al servizio di Venezia nella guerra di Cambrai, poi di Leone X e quindi di Giulio de' Medici a Firenze. Nel 1526-27 comandò l'esercito della Chiesa contro Carlo V, passò poi con Lautrec all'impresa di Napoli e nel 1532 combatté in Ungheria contro i Turchi. Nominato infine capitano generale da Francesco I (1536), invase il Piemonte, liberò Torino dall'assedio degli imperiali e costrinse Carlo V ad abbandonare l'impresa di Provenza. Recatosi infine a Venezia (1538), vi morì poco dopo. Ludovico (m. Udine 1552), fratello di Guido, nel 1526 fu uno dei condottieri della Lega antimperiale e fu ferito all'assedio di Cremona. Nel 1530 partecipò alle operazioni belliche contro Firenze guadagnandosi il dominio di Forlimpopoli. Passato quindi al servizio dei Veneziani, fu fatto governatore del Friuli. Baldassarre (m. 1581), figlio di Guido, partecipò alla guerra di Parma e all'assedio della Mirandola per conto di Giulio III (1551). Combatté quindi per Carlo IX contro gli ugonotti e nel 1565 fu creato comandante generale dell'esercito pontificio in Avignone. Tornato in Italia nel 1571, fu eletto governatore generale delle milizie veneziane in Dalmazia. Claudio (Modena 1507-1537), uomo d'armi, militò prima con i Fiorentini, poi con Clemente VII; amico di Bernardo Tasso e dell'Aretino, si atteggiò a mecenate. Pallavicino (sec. XVI), generale al servizio di Edoardo VI di Inghilterra, si segnalò nelle guerre contro gli Scozzesi; nel 1565 partecipò alla difesa di Malta assediata dai Turchi e negli anni successivi combatté, al servizio di Carlo IX, contro gli ugonotti. Luigi (Modena 1775-1844), uomo politico e matematico, fu delegato alla consulta di Lione e deputato del Regno d'Italia. Dopo la Restaurazione venne nominato ministro dell'Economia e dell'Istruzione da Francesco IV e in tale qualità curò la ristrutturazione dell'università e di altri istituti di cultura dimostrando contemporaneamente doti di amministratore saggio e oculato.