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Ruffini, Giovanni

patriota e scrittore italiano (Genova 1807-Taggia, Imperia, 1881). Con i fratelli Jacopo e Agostino, entrò nella Carboneria, poi nella Giovine Italia; sottrattosi alla cattura, raggiunse a Marsiglia Mazzini e si trasferì con lui in Inghilterra. Durante il soggiorno londinese, il suo fervore mazziniano si attenuò progressivamente fino alla conversione agli ideali della monarchia e del moderatismo. Nel 1848 entrò nel Parlamento subalpino come rappresentante del collegio di Taggia; nel 1849 fu inviato da Gioberti in Francia come ministro plenipotenziario. Dopo la battaglia di Novara, si dimise dall'incarico e tornò in Inghilterra. Il suo romanzo migliore, Lorenzo Benoni, scritto e pubblicato in inglese nel 1853, nacque non solo dal proposito di far conoscere a un pubblico straniero la causa italiana, ma anche dalla nostalgia, venata di ironia, della giovanile esperienza rivoluzionaria, vissuta accanto a Fantasio (nome con cui appare, nel romanzo, Mazzini). Al tema patriottico s'intreccia quello amoroso, personificato dalla figura di Lilla. Il romanzo successivo, anch'esso in lingua inglese, Doctor Antonio (1855), è più unitario ma anche più melodrammatico: di qui la sua grande fortuna presso il pubblico femminile dell'Ottocento. Di modesto rilievo sono le opere successive, guastate da una più scoperta ambizione letteraria e indebolite dall'abbandono dei motivi risorgimentali: The Paragreens on a Visit to Paris (1856; trad. it., I Paragreens a Parigi), Lavinia (1859), Vincenzo (1863), Sanremo Revisited (1865), A Quiet Nook in the Jura (1867; Un angolo tranquillo nel Giura). Traduttore di libretti d'opera, Ruffini ne compose uno per Donizetti: il Don Pasquale.

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