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Sioux

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Etnologia

Gruppo etnolinguistico dell'America Settentrionale, un tempo stanziato in una vasta regione fra il Mississippisettentrionale e i Grandi Laghi (Canada) e successivamente nella prateria settentrionale fino all'arrivo dei coloni bianchi. Il nome Sioux è una derivazione francese, abbreviazione dell'espressione Nadovessioux, deformazione di Nādowessi (piccoli serpenti), nome con cui, spregiativamente, queste genti venivano designate dagli Ojibwa (Chippewa). I Sioux erano in origine raccoglitori e cacciatori nomadi di piccola selvaggina, nell'area a nord dei Grandi Laghi, dove ebbero i primi contatti con i francesi; poco più tardi, per influsso degli Algonchini, divennero per breve tempo coltivatori seminomadi di mais; sotto la pressione dei Cree e degli Ojibwa furono costretti, nel sec. XVII, a migrare verso il Mississippi riprendendo la loro tradizionale economia nomade; l'acquisizione del cavallo li spinse in seguito anche nelle vaste praterie a ovest del Mississippi dove divennero abili cacciatori di bisonti; è da questo periodo che la cultura dei Sioux subisce notevoli cambiamenti sviluppandosi nelle forme note agli esploratori e deformate dai bianchi nell'intento di denigrare questo popolo che divenne, nella storia del West, sinonimo di “Indiano della prateria”. In origine i Sioux erano organizzati in grandi famiglie matrilocali raggruppate in clan retti da un consiglio di anziani al quale potevano partecipare le donne; la loro cultura materiale era assai povera e usavano quale abitazione semplici capanne temporanee, a struttura cumuliforme, fatte con ramaglie; il cavallo e la caccia al bisonte trasformarono l'organizzazione sociale da matrilineare a patrilineare, con clan divisi in due fratrie sia patrilineari, sia matrilineari; i clan erano guidati da un capo elettivo (sakem) coadiuvato da un consiglio che escludeva le donne, le quali, tuttavia, godevano di rispetto e privilegi superiori in confronto ad altre tribù indiane; notevole importanza aveva lo sciamano.

Religione e cultura

Animisti, credevano nella “forza vitale” che permea ogni cosa (animatismo), da loro chiamata Wakanda (considerata erroneamente un “Essere Supremo” o “Grande Spirito”). Assai forte era il legame di stirpe che favorì, dopo la penetrazione dei pionieri nella prateria, la costituzione di federazioni di tribù, dette “Nazioni” dai bianchi (Omaha, Iowa, Kansa, Mandan, Teton, Missouri), la più numerosa e importante delle quali fu quella dei Dakota. Ogni tribù celebrava la “danza del bisonte” che dava inizio alla caccia di questo animale, mentre le tribù federate si univano per la “danza del sole” che segnava l'inizio di un nuovo anno. I Sioux traevano dai bisonti quasi tutto ciò che era loro necessario, tanto che alcuni studiosi parlano di “cultura del bisonte”: di pelle erano sia i vestiti, a forma di casacca, per uomini e donne, sia i gambali portati dagli uomini, i tipici mocassini, le sacche e persino le culle; pelli, spesso decorate, ricoprivano l'ossatura conica di pali in legno delle loro tende (tepee), che venivano rapidamente trasformate in tregge (travois) per il trasporto di materiali, bambini, malati, quando il campo veniva smontato. A loro si deve la tipica ascia in pietra da combattimento (tomahawk) che divenne una micidiale arma da guerra con l'acquisizione della lama in ferro fornita dai bianchi; il seppellimento dell'ascia segnava la pace perpetua con i vicini, sancita anche da una sobria cerimonia durante la quale si fumava tabacco da una speciale pipa (calumet); i guerrieri usavano un copricapo a corona formato da piume d'aquila il cui numero variava secondo la fama e il prestigio di chi lo portava; tali usanze si diffusero rapidamente fra tutte le tribù amerindiane della prateria.

Cenni storici: i rapporti dei Sioux con i bianchi

I Sioux furono tra gli ultimi autoctoni a sottomettersi ai bianchi: durante la Rivoluzione americana si mantennero neutrali, ma quando i pionieri nordamericani invasero le loro terre reagirono fermamente, seppure con scarso successo, tanto che nel 1815 dovettero cedere loro tutti i territori del Minnesota. I ripetuti conflitti, generati dalla pressione dei coloni, culminarono negli anni 1866-67 quando “Nuvola Rossa”, capo degli Oglala, prese il comando di un gruppo di Sioux e di Cheyenne decisi a contrastare l'esercito statunitense che voleva costruire strade e fortificazioni sul loro territorio. La firma del trattato che sancì la fine degli scontri garantiva ai Sioux il possesso perpetuo delle Black Hills, ma il governo federale violò gli accordi in seguito alla scoperta di giacimenti d'oro e miniere. Ne scaturì un nuovo conflitto che culminò nella battaglia di Little Big Horn (1876) vinta dal celebre “Cavallo Pazzo”, sakem degli Oglala, in cui fu ucciso il generale G. A. Custer. A seguito di questi eventi, il noto e rispettato sciamano Toro Seduto cercò di suscitare un movimento panindiano per ottenere dal governo degli Stati Uniti il riconoscimento dell'autonomia etnica dei Pellirosse, nell'ambito dello stato americano, ma il movimento fu duramente represso e lo stesso Toro Seduto fu assassinato nella riserva dove aveva accettato di essere confinato. I superstiti Sioux, che ancora nel 1830 contavano non meno di 400.000 individui, furono rinchiusi in alcune riserve nel Dakota, Montana e Minnesota; ridotti a meno di 80.000 alla fine del sec. XIX, subirono ulteriori decimazioni a causa delle condizioni di vita loro imposte. Solo dopo gli atti legislativi del presidente americano F. D. Roosevelt, si verificò una lenta ripresa demografica, tanto che nel 1989 i tipi puri assommavano a circa 115.000 individui. Numerosi Sioux si sono nel frattempo integrati con gli statunitensi e altri si sono fusi con vari gruppi etnici indiani (come i Sioux del Canada, ormai assimilati dai Cree). Nelle riserve, invece, i Sioux continuano, seppur tra gravi difficoltà, a vivere nel loro modo tradizionale mantenendo viva gran parte della loro cultura; in tempi recenti un movimento di rinascita panindiano ha cercato di riaffermare i diritti degli autoctoni americani, fondendo le tradizioni ancestrali con alcuni dei vantaggi materiali offerti dalla società americana.