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Urarṭu

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Geografia

nome assiro di una regione e di uno Stato sull'altopiano armeno, tra il monte Ararat e i laghi di Van e di Urmia nella Turchiaorientale, detto in lingua urartea Biaini. I re assiri Salmanassar I (1274-1245 a. C.) e Aššur-bēl-kāla (ca. 1060) citano per la prima volta Urarṭu come una federazione di Paesi intorno al lago Van. Ricompare con Adad-nīrarī II (ca. 900) con il nome di Uraṭri mutato definitivamente in Urarṭu con Assurnasirpal II (884-858). È all'epoca di Salmanassar III che il regno (capitale Tušpa) assume sotto il re Aramu un ruolo crescente. Sarduri I (832-825) combatté contro Dayyān-Aššur, generale di Salmanassar III, e il suo successore Išpuini (824-805) contro Šamšī-Adad V. L'espansione è notevole sotto Menua (804-790) e Argišti I (789-766): verso SE fino a Muṣaṣīr e alla zona di Paršua, verso N nella vallata dell'Arasse e fino al lago di Sevan, verso W fino a Malatya e Supani (alto Eufrate). La potenza urartea culmina con Sarduri III (765-733) che controllava per assoggettamento o per alleanza la Cilicia (Kummuh Qūe) e la Siria del nord (Karkemiš, Arpad, Tiro). Questa ampia coalizione fu però stroncata dalla vittoria di Tiglatpileser III a Kištān (743). Il regno urarteo sotto Rusa I (732-714) e i successori, ristretto ai territori originari e stremato dalle incursioni assire e dalle invasioni dei Cimmeri, perse progressivamente importanza, fino a essere eliminato all'inizio del sec. VI.

Geografia umana

Gli Urartei furono abilissimi nella lavorazione dei metalli, particolarmente del bronzo, nelle varie tecniche a cera perduta, a sbalzo, a filigrana. I loro prodotti, ricchi di richiami assiri o ittitoaramaici, ma non privi di originalità, ebbero un'importante funzione formativa nei riguardi dell'arte metallistica degli Sciti.

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