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generatóre (tecnica)

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dispositivo atto a trasformare energia di una data forma in energia di forma diversa o in energia della stessa forma con caratteristiche differenti o apparecchiatura in cui quali avvengono trasformazioni fisiche o chimiche di una data sostanza, come nei generatori di vapore e di acqua calda (vedi caldaia), nei generatori di gas (gassogeno) ecc. § In particolare, nella tecnica televisiva, generatore di barre, generatore di segnali a radiofrequenza con modulazione impulsiva impiegato per l'allineamento e la messa a punto dei ricevitori televisivi. Generatore di pattern per la creazione di immagini o per lo studio dei sistemi di trasmissione digitali.

Elettrotecnica

Dispositivo che trasforma in energia elettrica un'altra forma di energia. I generatori che trasformano energia meccanica in energia elettrica sono macchine rotanti (alternatori o dinamo) . La trasformazione di energia chimica in energia elettrica viene realizzata mediante pile. Gli accumulatori elettrici hanno un funzionamento reversibile, in quanto durante la carica trasformano energia elettrica fornita dall'esterno in energia chimica, e una volta carichi possono erogare, anche saltuariamente nel tempo, energia elettrica a spese dell'energia chimica immagazzinata durante il processo di carica. L'energia elettrica distribuita agli utenti industriali e civili, per illuminazione, trazione ferroviaria ecc., viene quasi esclusivamente prodotta da alternatori azionati da turbine a vapore o idrauliche. Le dinamo vengono usate per potenze unitarie molto modeste rispetto a quelle dei grandi alternatori. Gli accumulatori si usano, per piccole e medie potenze, dove occorra disporre di una sorgente di energia elettrica sempre pronta, come per l'avviamento di motori a scoppio, per l'alimentazione di impianti di illuminazione di emergenza, in caso di mancanza transitoria di potenza in rete ecc. Le pile, alcaline, al mercurio, al litio o ricaricabili hanno grande diffusione per l'alimentazione di apparati portatili. § Per generatore di impulsi, vedi impulso.

Elettrostatica

Il generatore elettrostatico (detto anche macchina elettrostatica) produce una differenza di potenziale tra due sue estremità, dette poli, sfruttando fenomeni elettrostatici. I generatori elettrostatici forniscono differenze di potenziale molto elevate, ma correnti estremamente deboli, dell'ordine del milliampere. Si dividono sostanzialmente in tre gruppi, secondo i fenomeni fisici sui quali sono basati: generatori a effluvio, che trovano importanti applicazioni come acceleratori di particelle, Per il generatore elettrostatico a strofinio vedi il lemma del 9° volume. generatori a strofinio e generatori a induzione, che sono limitati a usi didattici. Il primo generatore a strofinio fu ideato da O. von Guericke: è sostanzialmente costituito da un cilindro di zolfo C che, messo in rapida rotazione, si elettrizza per strofinio su un cuscinetto di pelle, P; di esso esistono varie elaborazioni. "Per il generatore elettrostatico a strofino di von Guericke vedi pg. 361 del 10° volume." Fra quelli a induzione i più famosi sono l'elettroforo ideato da Volta e la macchina elettrostatica di Wimshurst.

Elettronica

Generatore di segnali, blocco circuitale o strumento che provvede a erogare segnali elettrici ad apparecchi, impianti o strumenti utilizzatori o ad altri circuiti. Secondo la forma d'onda prodotta, si hanno generatori sinusoidali, generatori di onde quadre, triangolari e trapezoidali, generatori di impulsi, generatori sintetizzatori di forme d'onda ecc. Prestazioni che caratterizzano un generatore sono il campo di frequenze di lavoro, l'ampiezza del segnale erogato, l'impedenza interna del generatore, la purezza della forma d'onda, la possibilità di comandare con segnali esterni il generatore, per esempio allo scopo di sincronizzarlo, modularlo in ampiezza o in frequenza, variarne la forma d'onda, ecc.

Tecnica acustica

Generatore di suono, apparecchio che riceve energia di tipo non sonoro e la trasforma in sonora, irradiandola nell'ambiente circostante. Si distingue in generatore primario e generatore secondario. Si ha un generatore primario quando l'energia ricevuta non è mai stata sonora in fasi precedenti. Sono generatori primari gli strumenti musicali, l'apporto fonatorio umano, le sirene, gli avvisatori acustici, il fischio di Galton e in genere tutte le sorgenti di rumore industriale e di traffico; in questi casi l'energia entrante è generalmente meccanica. Si ha, invece, un generatore secondario quando l'energia entrante è già stata sonora. Più propriamente si tratta di un segnale entrante di tipo elettrico e il generatore è un trasduttore elettroacustico; è il caso dell'altoparlante all'estremo di una catena elettroacustica o del ricevitore telefonico.