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insufficiènza

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino tardo insufficientía]. L'essere insufficiente; mancanza, inadeguatezza: insufficienza di ospedali, insufficienza di viveri; nelle classificazioni scolastiche, votazione inferiore al minimo stabilito per essere approvati; difetto, carenza: riscontrò gravi insufficienze nell'organizzazione; insufficienza di prove; incapacità, inabilità: insufficienza nel fronteggiare un pericolo. In particolare, in medicina, incapacità di un organo o di un apparato di dare prestazioni funzionali necessarie per la vita normale dell'organismo: insufficienza renale, insufficienza pancreatica, insufficienza surrenale, insufficienza tiroidea; insufficienza circolatoria; insufficienza epatica.

Diritto

Insufficienza di prove, nel Codice di Procedura Penale del 1931, era la formula di assoluzione dubitativa dell'imputato che veniva pronunciata quando le prove della sua colpevolezza erano considerate equipollenti a quelle della sua innocenza. L'assoluzione per insufficienza di prove dava diritto all'imputato assolto di proporre appello avverso la sentenza per ottenere una sentenza di assoluzione piena. Il nuovo Codice di Procedura Penale (D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447) ha abolito l'assoluzione per insufficienza di prove. Pertanto, poiché la sentenza di condanna deve essere pronunciata in presenza della piena prova positiva della reità dell'imputato, verrà emanata una sentenza di assoluzione in tutti i casi in cui il previgente codice prevedeva un'assoluzione per insufficienza di prove.

Medicina

L'insufficienza circolatoria può essere determinata da condizioni patologiche del cuore, del sistema circolatorio o di entrambi. Spesso però è difficile una distinzione netta fra queste tre situazioni; l'insufficienza cardiaca (vedi scompenso) si riflette infatti immancabilmente sul circolo periferico e si traduce in un'insufficienza circolatoria. L'insufficienza puramente circolatoria può verificarsi in un distretto isolato, legata a deficit arterioso o venoso, come si verifica nell'endoarterite obliterante cronica senile degli arti, nell'arteriosclerosi, nella malattia di Bürger, nelle sindromi emboliche o tromboemboliche, nella malattia di Raynaud, nelle sindromi flebitiche e varicose. Il quadro sintomatologico varia ovviamente in rapporto alla causa della malattia, al distretto colpito, alla natura dei vasi coinvolti dal processo morboso (arterie o vene). La diagnosi si vale dei reperti clinici obiettivabili al momento della visita, di quelli strumentali (oscillografia) e di laboratorio. La terapia dovrà essere rivolta a curare le cause dell'insufficienza circolatoria (cuore, arterie, vene, ecc.).

Psicopedagogia

Insufficienza mentale, sindrome caratterizzata da un difetto dell'intelligenza, dovuta a un rallentamento o a un insufficiente sviluppo delle capacità intellettive per cause prenatali (ereditarie, congenite), perinatali e postnatali di diversa natura. Il principale criterio di definizione dell'insufficienza mentale consiste nella determinazione del quoziente di intelligenza (QI) di un individuo: sono considerati insufficienti mentali gravi individui con un QI intorno a 20; medi, quelli con QI tra 20 e 50; lievi, quelli con QI tra 50 e 85 (a loro volta di media entità se il QI è tra 50 e 70, di lieve entità o borderline, se il QI è tra 70 e 85). Tra le malattie congenite capaci di determinare l'insufficienza mentale sono da menzionare errori del metabolismo, legati ad anomalie cromosomiche; in questi casi in genere coesistono malformazioni viscerali, degli organi sensoriali e scheletriche, nonché sintomi neurologici. In alcuni casi di insufficienza mentale entrano in causa malattie endocrine, in particolare a carico della tiroide (mixedema congenito, cretinismo). Talora, il fattore causale può essere rappresentato da malattie materne durante la gravidanza. Tra le cause di insufficienza mentale congenita è annoverata anche l'incompatibilità materno-fetale per il fattore Rh. Durante il parto, tutti i traumi ostetrici e le diverse possibili cause di insufficiente ossigenazione cerebrale del neonato possono produrre danni cerebrali capaci di causare insufficienza mentale. Dopo la nascita un quadro di insufficienza mentale può instaurarsi come reliquato di malattie tossiche o infettive che abbiano provocato lesioni organiche cerebrali, ovvero come conseguenza di gravi traumi a carico del cervello. Infine, determinate situazioni ambientali, in particolare ambienti affettivamente e socialmente poco stimolanti, possono rappresentare una concausa o addirittura una causa di insufficienza mentale. Il trattamento dell'insufficienza mentale può avvalersi di farmaci sedativi, per controllare l'agitazione psichica spesso presente, specie in coincidenza con sollecitazioni emotive; talora, vengono anche somministrati farmaci antiepilettici per prevenire le crisi convulsive frequentemente coesistenti. Ma il programma terapeutico è principalmente imperniato sul rapporto psicologico, pedagogico ed educativo, sempre più affidato alla società e a istituti specializzati per l'assistenza e la cura degli insufficienti mentali. Il piano educativo di questi bambini è rivolto a orientarli verso un apprendimento professionale; infatti è stato dimostrato che, in molti lavori che presuppongono l'intervento di automatismi, anche soggetti con insufficienza mentale grave possono avere un buon rendimento: d'altra parte, il tentativo di insegnare loro nozioni di tipo scolastico è spesso fallimentare, poiché le loro menti non sono in grado di recepirle. Altro elemento essenziale per ottenere un certo grado di sviluppo e di autonomia del bambino con insufficienza mentale è che sia lasciato libero di esprimersi con ogni mezzo possibile (gesti, grida, disegni), se il linguaggio parlato non è idoneo.