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scompènso

sm. [sec. XIX; s-+compenso]. Alterazione del normale equilibrio fisiologico dell'intero organismo o di una sua parte, con particolare riferimento all'apparato cardiocircolatorio. Lo scompenso cardiaco è un'alterata circolazione del sangue da diminuita efficienza contrattile del miocardio, dovuta a diverse condizioni morbose. Ne conseguono un insufficiente afflusso sanguigno ai tessuti in rapporto alle loro necessità metaboliche e un accumulo abnorme di sangue (congestione) nel piccolo o nel grande circolo o in entrambi. Lo scompenso si dice anterogrado se è caratterizzato da una diminuzione della portata sanguigna; retrogrado se da ipertensione venosa centrale condizionante stasi periferica; ipercinetico quando vi è un'elevata gittata sistolica dovuta a un eccessivo afflusso venoso (si riscontra nelle malattie febbrili, nell'ipertiroidismo, nel beri-beri ecc.); ipodiastolico se è legato a scarso riempimento diastolico del cuore per stenosi valvolari, per ostacolata dilatazione delle cavità ventricolari da versamenti pericardici o da pericardite costrittiva, per eccessiva brevità della diastole da tachicardia.