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miscelatóre

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Lessico

agg. e sm. (f. -trice) [sec. XX; da miscelare].

1) In varie industrie, addetto alla preparazione di miscele.

2) Organo o dispositivo che effettua una miscelazione.

3) In elettronica, circuito usato per effettuare traslazioni in frequenza dei segnali. È costituito da un componente a risposta non lineare (per esempio un pentodo a transconduttanza variabile) e da un oscillatore locale, il cui segnale viene inviato al componente insieme al segnale da traslare. La non linearità produce in uscita le armoniche e i termini a frequenza somma e differenza dei multipli interi delle frequenze di ingresso, ed è possibile selezionare con filtri passa-banda il termine desiderato, corrispondente a una traslazione di un multiplo della frequenza dell'oscillatore locale.

4) In televisione, dispositivo atto a convogliare su un unico cavo di discesa di antenna i segnali provenienti da più programmi televisivi e radio. È largamente diffuso negli impianti centralizzati di antenna e a esso corrisponde, per ogni utenza, un demiscelatore che effettua l'operazione inversa separante i programmi.

Tecnica

Secondo la natura dei corpi da miscelare il miscelatore assume diversi aspetti. I miscelatori per sostanze gassose sfruttano la turbolenza di almeno uno degli elementi per rendere omogenea la miscela. Questo sistema è adottato in tutti i bruciatori per caldaie alimentati da combustibili gassosi e anche dai dispositivi di alimentazione di motori endotermici, come i carburatori. Esistono vari metodi per miscelare un elemento gassoso con uno liquido, per esempio si può far evaporare l'elemento liquido innalzando la sua temperatura al di sopra di quella di ebollizione, oppure decomprimendolo, o adottando entrambe le soluzioni, quindi miscelare i due elementi aeriformi per mezzo dei moti vorticosi di uno o di entrambi i fluidi. Un secondo metodo si ha quando nel miscelatore il liquido viene compresso e fatto passare attraverso fori di piccolo diametro che ne provocano la polverizzazione, così da tenerlo in sospensione nel gas. In questo caso il miscelatore raggiunge il suo scopo sia dando un moto vorticoso al gas, sia sfruttando la forza di penetrazione data dall'energia cinetica posseduta dalle piccole gocce di liquido. Altre volte la miscelazione di un liquido con un gas è ottenuta per centrifugazione del liquido in un canale di adduzione troncoconico che ruota ad alta velocità e la cui base maggiore funge da lancia. Il liquido scorre lungo le pareti interne della parte rotante e, superato il bordo, viene investito da una corrente di gas uscente da una feritoia anulare disposta attorno al cono. Questo metodo è diffuso nei bruciatori per caldaia che utilizzano carburanti poco filtrati. Sono molto diffusi miscelatori che dosano automaticamente i componenti al fine di ottenere una miscela di titolo voluto senza agire manualmente sulle valvole che regolano l'uscita dei singoli componenti. Questi miscelatori comprendono un sensore che analizza la miscela in uscita, la quale pilota di conseguenza una o più valvole in entrata per realizzare il composto voluto. Alcuni miscelatori possono avere un comando di regolazione per variare opportunamente il titolo della miscela: sono di questo tipo alcuni miscelatori di acqua calda installati nelle abitazioni civili. I miscelatori per liquidi o per solidi sono più noti come mescolatori.