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modalismo

sm. [sec. XIX; da modo]. Eresia trinitaria dei sec. II e III: partendo dall'affermazione di una rigida unità di natura e di persona in Dio, negava la distinzione reale di persone concependo la Trinità come un modo diverso di manifestarsi di Dio. Il modalismo s'iscrive nella corrente dottrinale dei monarchiani ed è detto anche monarchianismo modalista; suo primo esponente fu Noeto di Smirne, condannato nel 190 da un sinodo. Prassea, sotto papa Vittore I (189-199), divulgò il modalismo a Roma e poi a Cartagine, dove fu combattuto da Tertulliano (Adversus Praxeam). L'avversario principale del modalismo a Roma fu Ippolito (m. ca. 235; Contra haeresiam Noeti). I papi Zefirino (199-217) e Callisto (217-222) presero posizione contro il modalismo, il primo cercando una composizione tra questo e il subordinazionismo, il secondo espellendo da Roma Sabellio, esponente di un modalismo da lui detto “sabelliano”.