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nervino

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Lessico

agg. e sm. [sec. XIX; dim. di nervo]. Di sostanza che agisce sul sistema nervoso con azione stimolante o deprimente: medicamento nervino; bevanda nervina. § In particolare, gas nervino, aggressivo chimico che agisce bloccando la trasmissione degli stimoli nervosi.

Farmacologia

I nervini costituiscono un gruppo di sostanze e farmaci che aumentano la percettibilità e stimolano l'elaborazione delle percezioni. Si dividono in quattro categorie: nervini non inebrianti, quali la caffeina e le droghe che contengono questo alcaloide, l'efedrina, la benzedrina e i farmaci pervitinici che accrescono le capacità percettive, la memoria e l'ideazione, attenuando, senza effetti di ebbrezza, le sensazioni di fatica; nervini inebrianti, quali la cocaina, l'oppio, l'alcol e altre sostanze stupefacenti, che agiscono in un primo tempo con effetti simili ai precedenti, seguiti ben presto da uno stato di ebbrezza caratterizzato da rapidi cambiamenti di umore e deformazione dei processi psichici; nervini convulsivanti, quali la canfora e i suoi derivati, la stricnina, la picrotossina e gli stessi nervini della prima categoria se assunti a dosi tossiche, che svolgono, accanto all'azione convulsivante, effetti psicoeccitanti e risveglianti, e vengono perciò impiegati contro gli stati narcotici e comatosi da intossicazione barbiturica; nervini deliranti, quali le droghe atropiniche e muscariniche, la segale cornuta e gli stessi nervini della seconda categoria in dosi tossiche, che determinano uno stato di intensa eccitazione, accompagnato da allucinazioni e altre manifestazioni deliranti.