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pòsta

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino posĭta, da posĭtus, pp. di ponĕre, porre].

1) Luogo assegnato o fissato per fermarsi temporaneamente o definitivamente: dare la posta a qualcuno, fissare con lui il luogo e il tempo per un incontro. In particolare, posto assegnato a ciascun animale nella stalla: “i cavalli normanni alle lor poste / frangean la biada con rumor di croste” (Pascoli). Nei porti, luogo in cui si ormeggia una nave; ancora di posta, ciascuna delle ancore che si trovano a prora, pronte per essere calate. Nei mercati, ciascuno degli spazi di suolo pubblico riservati ai singoli venditori; posteggio.

2) Luogo in cui il cacciatore si apposta per attendere il passaggio della selvaggina: mettersi, stare alla posta; nella caccia all'aspetto la scelta della posta da parte di un cacciatore isolato necessita di una perfetta conoscenza delle abitudini della selvaggina e di particolari accorgimenti per evitare di essere notato dalla stessa; più semplice è la scelta nel caso di battute in quanto sono i battitori che indirizzano i selvatici verso il luogo in cui sono appostati i cacciatori. Fig., stare alla posta, osservare attentamente, sorvegliare, spiare; fare la posta a qualcuno, osservarne attentamente tutti i movimenti, spiarlo per scoprirne le intenzioni e poterlo così controllare; attenderlo al varco.

3) Un tempo, fermata, sosta durante un viaggio, tappa, stazione: le poste sono ogni 30 km; la distanza, il tratto di strada che corre tra una stazione e l'altra. Ant., correre le poste, spostarsi velocemente da una posta all'altra; fig., andare molto celermente. In particolare, il luogo, la stazione dove un tempo sostavano le diligenze e si cambiavano i cavalli: stazioni di posta; maestro o mastro di posta, chi dirigeva una stazione di posta provvedendo al cambio dei cavalli, allo smistamento e all'inoltro della corrispondenza. Per estensione, il servizio di trasporto di passeggeri, merci e corrispondenza mediante diligenza; la diligenza, la vettura stessa: carrozza, cavalli di posta; l'arrivo della posta. Regionale, ciascuna delle stazioni della Via Crucis e anche ciascuna delle parti del rosario in cui si commemorano i misteri della vita della Vergine.

4) Oggi, servizio pubblico che provvede al ritiro, alla spedizione e al recapito della corrispondenza, di vaglia, pacchi, stampe e simili: spedire, ricevere per posta; posta aerea; posta pneumatica; spese di posta, quelle per l'affrancatura; rispondere a (stretto) giro di posta, subito, appena ricevuta una lettera. In particolare, ciascun servizio, ciascuna distribuzione della corrispondenza: la posta non è ancora passata.

5) Organizzazione del servizio postale; amministrazione che cura tale servizio; per lo più al pl. e spesso con iniziale maiuscola: i dipendenti delle Poste. Per estensione, il luogo, l'edificio in cui hanno sede gli uffici che svolgono tale servizio; più genericamente, ufficio postale: andare in posta. La loc.: ferma in posta o fermo posta, scritta che si appone sulla corrispondenza perché sia conservata nell'ufficio postale della città di residenza del destinatario, affinché questi la possa ritirare personalmente. La corrispondenza stessa: imbucare, distribuire la posta; levare la posta, ritirarla, da parte del servizio postale, dalle cassette in cui è stata imbucata e provvedere al suo inoltro. Posta elettronica. Piccola posta, nei giornali e periodici, rubrica in cui si pubblicano lettere inviate dai lettori, dando loro un'eventuale risposta.

6) Nella terminologia commerciale, i singoli elementi delle attività e passività riportati in un bilancio d'impresa o le singole previsioni di entrata e uscita di un bilancio di previsione. Secondo le norme seguite nella compilazione, le poste di un bilancio possono essere più o meno numerose e anche diverse dalle denominazioni dei conti del mastro. Il Codice Civile, allo scopo di realizzare il principio della chiarezza, prescrive che in ogni bilancio siano indicate determinate poste nell'attivo o nel passivo o in entrambi.

7) Nei giochi d'azzardo, la somma di danaro puntata su un determinato numero, combinazione, carta o altro che costituirà il premio per il vincitore, ovvero la somma che ciascuno dei giocatori versa nel piatto in alcuni giochi d'azzardo con le carte.

8) Ant., volontà, richiesta; piacere: a mia, tua posta, a mio, tuo piacere, per mia, tua volontà: “Io non posso far caldo e freddo a mia posta” (Boccaccio). Non comune, misura, maniera, fatta. Nelle loc. avverbiali: a posta, a bella posta, deliberatamente, intenzionalmente, apposta.

Cenni storici: dalle origini alla prima metà dell'Ottocento

La trasmissione di messaggi per mezzo di corrieri è documentata a partire dal III millennio a. C. in Mesopotamia e in Egitto da numerosi ritrovamenti di “lettere” scritte su tavolette di argilla o su papiro, ma non sembra azzardato affermare che comunicazioni più o meno organizzate e sistematiche esistessero tra varie località assai prima dell'invenzione della scrittura. I grandi Stati sorti nelle valli alluvionali di molti fiumi (Fiume Giallo, Indo, Gange, Tigri ed Eufrate, Nilo) furono probabilmente i primi a sentire l'esigenza di istituire collegamenti regolari tra la sede del potere centrale e la periferia. Assiri, Babilonesi, Egiziani organizzarono efficienti servizi postali istituendo stazioni per il cambio dei cavalli e dei corrieri lungo le principali vie di comunicazione. Ad analoghi criteri furono ispirate l'organizzazione postale cinese (la cui esistenza è attestata fin dal sec. XIII a. C. e della quale, circa due millenni e mezzo dopo, Marco Polo diede un'ammirata descrizione in cui per la prima volta si trova usata la parola posta) e quelle assai più recenti dell'Impero persiano (sec. IV a. C.) e il cursus publicus dell'Impero romano. In condizioni geografiche del tutto diverse, i corrieri dell'Impero incaico (i chaquis), dandosi il cambio ogni due chilometri circa erano in grado di far percorrere ai messaggi loro affidati 250 km e più in 24 ore. I servizi postali dell'antichità, compresa l'ammirevole organizzazione postale romana, erano esclusivamente al servizio dello Stato e non erano a disposizione dei privati, i quali, per il trasporto della corrispondenza, si servivano dei propri schiavi o si affidavano ad amici o viaggiatori di passaggio. Il crollo dell'Impero romano d'Occidente si ripercosse anche sullo stato della rete viaria e sulle comunicazioni. Analoghi effetti ebbe la caduta degli altri grandi Stati dell'antichità. I servizi postali di Stato furono riattivati ogni volta che si formarono Stati di dimensioni tali da richiedere stabili collegamenti fra potere centrale e periferia, quali, per esempio, l'impero di Carlo Magno. Anche nei periodi più oscuri, l'Impero e il Papato ebbero propri servizi postali. Il Medioevo fu caratterizzato dalla frantumazione del potere e dal sorgere di numerosi organismi autonomi nell'ambito del sistema feudale. Dapprima i monasteri e più tardi le associazioni di mercanti e di artigiani e le università istituirono propri servizi di trasporto della corrispondenza. Erano servizi lenti, irregolari, che funzionavano secondo le esigenze delle comunità che li organizzavano e dei quali, di regola, il pubblico non era ammesso a servirsi. A volte i corrieri, a scopo di lucro, trasportavano a titolo personale corrispondenze di privati, ma assai più spesso questi ultimi non avevano altra risorsa che affidare le proprie missive a viaggiatori di passaggio. In Germania invalse l'uso di affidare la corrispondenza ai macellai che, per il loro mestiere, si spostavano di fiera in fiera; l'usanza assunse un rilievo tale che si è parlato di una “posta dei macellai”. La formazione e il rafforzamento dei grandi Stati nazionali resero più sicuri la viabilità e i traffici, ma allo stesso tempo accrebbero l'esigenza di comunicazioni rapide e sicure creando le condizioni per la fioritura di servizi di corrieri organizzati da imprenditori privati; questi servizi trasportavano anche le lettere dei privati, oltre agli eventuali messaggi ufficiali. L'organizzazione di un efficiente servizio postale di Stato all'inizio dell'età moderna è di solito attribuita a Luigi XI, re di Francia dal 1461 al 1483. Le ricerche sui sistemi di Ludwig von Bertalanffy hanno messo in evidenza che un efficace servizio di trasporto della corrispondenza era già stato messo a punto da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano dal 1385 al 1402. Alla stessa epoca risalgono le testimonianze di regolari trasporti di corrispondenza per via di mare compiuti dalle flotte mercantili veneziane. La Repubblica di Venezia curò anche i servizi postali per via di terra; fin dal 1305 il Senato veneto aveva concesso le patenti alla Compagnia fra Corrieri Veneti che esercitò la propria attività sul percorso Venezia-Firenze-Roma e raggiunse larga fama per l'efficienza dei suoi servizi e l'onestà dei corrieri. La Compagnia fra Corrieri Veneti fu operosa per quasi cinque secoli e cessò la propria attività solo dopo la conquista napoleonica (1797). La più importante organizzazione privata di corrieri dell'epoca moderna fu organizzata dai Tasso (in tedesco Taxis o Tassis, nell'antica grafia), una famiglia di origine bergamasca, alcuni membri della quale erano stati Maestri dei Corrieri alla corte pontificia nel sec. XV e altri avevano fatto parte della Compagnia fra Corrieri Veneti. Nel 1489 troviamo un Giannetto Taxis Maestro delle Poste sotto l'imperatore Massimiliano I. Già nei primi anni del secolo successivo, Francesco Taxis firmò un primo contratto di appalto postale con il principe ereditario Filippo di Spagna, impegnandosi in particolare a collegare la sua corte con quella del padre, l'imperatore Massimiliano I, in Austria. Uno dei primi atti dell'imperatore Carlo V fu la stipulazione di un contratto con Francesco e Giovan Battista Taxis per la creazione di una più estesa rete postale internazionale. Per l'importanza dei servizi resi, i Taxis ebbero il titolo di Maestro Generale delle Poste dell'Impero germanico, carica che divenne ereditaria, furono creati conti, duchi e successivamente principi dell'impero (1681) con il titolo di Thurn und Taxis. A compenso delle loro prestazioni, i Taxis ebbero il monopolio del trasporto della corrispondenza dei privati. La loro rete postale ebbe carattere internazionale, collegando città dell'Austria, della Germania, dell'Ungheria, dei Paesi Bassi, della Francia, della Spagna e dell'Italia, e continuò a esistere – sia pure limitata ad alcuni Stati tedeschi – fino alla seconda metà del sec. XIX. A partire dalla fine del sec. XV si delinea la tendenza degli Stati ad assumere il monopolio del servizio postale, concedendone di norma l'esercizio in appalto a privati. Questa organizzazione dei servizi postali, con la sola variante dell'uso crescente delle diligenze in conseguenza del miglioramento della rete stradale, rimase sostanzialmente invariata fino alla prima metà del sec. XIX. Nel sec. XIX, tanto per la possibilità di utilizzare il trasporto per ferrovia, più veloce di quello per diligenza, quanto per il passaggio dei servizi postali alle dirette dipendenze dello Stato, la posta subì una profonda trasformazione. Le basi dell'attuale servizio postale furono poste in Gran Bretagna, in seguito alla riforma postale proposta da Rowland Hill e all'adozione del francobollo. Nel delineare lo sviluppo dei servizi postali occorre almeno accennare ad alcuni sistemi di trasporto della corrispondenza adottati in circostanze eccezionali. I piccioni viaggiatori furono impiegati fin dall'antichità e si ha notizia del loro uso presso i Babilonesi, gli Egiziani, i Greci, i Romani e sono tuttora impiegati presso numerosi eserciti. Il collegamento per mezzo di piccioni viaggiatori tra Parigi assediata (1870) e il resto del Paese che ruppe l'isolamento della capitale è passato nella storia delle comunicazioni. Durante quell'assedio fu anche organizzato su larga scala il trasporto della corrispondenza per mezzo di palloni aerostatici.

Cenni storici: dalla seconda metà dell'Ottocento ai giorni nostri

La generale adozione del sistema di pagamento anticipato del porto della corrispondenza, l'unificazione delle tariffe, l'adozione del francobollo hanno molto facilitato gli scambi postali fra Paesi diversi. La graduale integrazione dei servizi postali dei vari Paesi portò alla stipulazione (1874) del Trattato Internazionale per il Servizio Postale e alla creazione (1878) dell'Unione Postale Universale (UPU). Secondo le convenzioni fondamentali che hanno dato vita all'UPU, tutti i Paesi aderenti costituiscono, ai fini del trasporto postale degli oggetti, un unico territorio. In Italia, il servizio postale dipende da un'amministrazione autonoma nell'ambito del Ministero delle Comunicazioni, articolata in numerosi servizi, corrispondenti alle attività svolte dalle poste. Nel corso del tempo, all'originaria attività di trasporto della corrispondenza si sono venuti aggiungendo i cosiddetti “servizi a danaro” e il trasporto dei pacchi postali (1881). Il più vecchio servizio postale a danaro è quello dei vaglia postali che fu istituito dalle poste del Regno di Sardegna fin dal 1818 e assunse l'attuale denominazione nel 1860; fu integrato nel 1864 con l'introduzione dei vaglia telegrafici. Al 1876 risale l'istituzione del servizio di risparmio postale; nel 1924 furono adottati i buoni fruttiferi postali. Il servizio dei conti correnti postali risale al 1918. Nel 1934 furono istituiti i buoni postali di viaggio. La raccolta, il trasporto e la distribuzione della corrispondenza occupano un posto preminente nel servizio postale e richiedono l'impiego di mezzi adeguati. La crescente meccanizzazione dei servizi di smistamento e bollatura della corrispondenza è resa possibile dall'impiego di macchinari e attrezzature sempre più perfezionati e complessi. Ai trasporti terrestri e a quelli marittimi si sono affiancati i trasporti aerei, non solo per gli speciali servizi di posta aerea, ma anche per il celere inoltro della corrispondenza ordinaria. Nel campo dei trasporti terrestri, alle ferrovie, che hanno una funzione preminente, si sono affiancati i trasporti automobilistici che non solo svolgono funzioni di raccolta e di distribuzione di corrispondenza e pacchi nelle città, ma sostituiscono la ferrovia dove questa manca. Nella Svizzera, per esempio, appositi autobus postali effettuano il servizio in numerose località montane. La corrispondenza urgente è inoltrata attraverso un servizio di posta celere che funziona tra le maggiori città e all'interno di esse. Ma, più in generale, all'aumento della rapidità del trasporto della corrispondenza non ha fatto riscontro nella maggior parte dei Paesi un eguale incremento della speditezza nelle operazioni di smistamento, inoltro e distribuzione. In molti Paesi, compresa l'Italia, la bollatura, cioè l'annullamento del francobollo mediante timbro datato, viene effettuata con mezzi meccanici (timbratrici) in grado di smaltire oltre 20.000 buste o cartoline all'ora. La corrispondenza, inoltrata su tramoggia, viene divisa in base al formato e avviata alle macchine (solo il 15% ca. viene scartato e timbrato a mano); queste sono provviste di un dispositivo per la ricerca della posizione del francobollo e di un timbratore meccanico; per facilitare l'operazione sono in uso speciali francobolli fluorescenti che possono essere localizzati da dispositivi elettronici che guidano l'operazione di bollatura. Nel campo dello smistamento e della distribuzione della corrispondenza si è generalizzato l'uso di codici di avviamento postale che individuano con un numero ogni località o le singole zone delle grandi città. Ciascun pezzo di corrispondenza viene marcato con segni codificati in base al numero di codice: un dispositivo elettronico legge i segni e provvede, nelle centrali di partenza, a smistare la corrispondenza, e nelle stazioni di arrivo, a suddividerla per la distribuzione. Al fine di rendere più rapida l'operazione si sono perfezionati dispositivi a scansione in grado di “leggere” direttamente i numeri di codice postale scritti a macchina o in stampatello. Un contributo allo snellimento dei servizi è stato dato dalla meccanizzazione dell'accettazione delle raccomandate e dei conti correnti postali. Anche la contabilità dei conti correnti postali è stata organizzata con criteri analoghi a quelli delle banche.

Posta aerea

Branca del servizio postale che si avvale di mezzi aerei per il più celere trasporto della corrispondenza. I primi tentativi risalgono all'inizio del sec. XX (nel 1909 per mezzo del dirigibile tedesco L.Z.6 e, nello stesso anno, per mezzo di aeroplani nel corso del I Concorso di aviazione svoltosi a Brescia), ma si dovette giungere alla prima guerra mondiale perché i servizi di posta aerea assumessero una qualche importanza. In Italia i primi esperimenti organici di trasporto di corrispondenza per via aerea furono compiuti nel 1917 e in occasione di quei voli furono anche emessi i primi francobolli di posta aerea del mondo: uno in occasione dell'esperimento di posta aerea sul percorso Torino-Roma e Roma-Torino e l'altro in occasione del trasporto di posta per mezzo di idrovolante sul percorso Napoli-Palermo-Napoli. L'emissione di francobolli speciali per il servizio di posta aerea si è andata diffondendo di pari passo con la diffusione del servizio stesso. Dalla metà degli anni Sessanta, però, l'emissione di tali francobolli è stata molto ridotta. La posta aerea (materiale, francobolli e aerogrammi oltre che etichette) costituisce l'oggetto di un particolare tipo di collezione specializzata detta appunto “collezione di posta aerea”; il settore della filatelia che se ne occupa prende il nome di aerofilatelia.

Posta militare

Servizio postale istituito per operare al seguito delle truppe mobilitate, in modo tale da assicurare il collegamento tra il Paese e l'esercito combattente, assicurare lo scambio di informazioni e di ordini relativi alle operazioni militari, assicurare lo scambio di notizie tra i combattenti e le loro famiglie. La letteratura dell'antichità classica dà notizia di lettere di soldati e a partire dal sec. XVII (regno di Luigi XIV) sono numerosi i documenti del genere che si sono conservati. Il servizio di posta militare in senso moderno si forma però nel corso delle guerre combattute dagli eserciti rivoluzionari della Francia repubblicana e delle campagne napoleoniche. Tra le innovazioni più importanti introdotte nel servizio di posta militare dalla Rivoluzione francese vi è l'istituzione della franchigia (l'esenzione cioè dal pagamento del porto per la corrispondenza diretta dai militari alle famiglie e l'applicazione di tariffe ridotte per la corrispondenza diretta ai militari) per le lettere dei soldati (1792). La posta militare (lettere, cartoline in franchigia e affrancate, altri oggetti postali trasportati dalla posta militare nonché i francobolli e le etichette emessi in vari Paesi per tale servizio) costituisce per la filatelia e per la storia postale uno dei settori collezionistici e di indagine più estesi e interessanti.

Posta pneumatica

Sistema di inoltro rapido per mezzo di idonei contenitori (bossoli) di oggetti vari (corrispondenza, plichi, referti di laboratorio, provini, medicinali, ecc.) utilizzato dai servizi postali, da uffici, laboratori, industrie, centri ospedalieri, ecc. Il sistema, entrato in uso nel 1913 negli Stati Uniti per l'inoltro rapido della corrispondenza, è generalizzato per molteplici scopi; si basa, schematicamente, su una serie di condotti ai cui estremi si produce una differenza di pressione di 2-4 atmosfere in grado di far procedere i bossoli, a tenuta d'aria, alla velocità di 12-20 m/s. Una rete è generalmente costituita da più canali d'inoltro, da una o più canalizzazioni principali da cui si dipartono canalizzazioni secondarie, da più bocche di uscita. I bossoli inoltrati, attraverso la canalizzazione principale, giungono a una centrale di smistamento i cui dispositivi elettronici leggono il codice impresso sull'anello di chiusura dei bossoli e l'inoltrano lungo il percorso che giunge alla bocca di uscita indicata dal codice: allo scopo l'anello è costruito in modo che la sua posizione, rispetto a tacche di riferimento, componga un codice prefissato per l'intero impianto. Nelle piccole reti esistono semplici stazioni ricetrasmittenti dotate di dispositivi di scambio per i bossoli, oppure stazioni lungo la tubazione principale i cui relè smistano e inoltrano i bossoli in base al codice di ciascuno.

Posta elettronica

Possibilità di inviare e scambiarsi messaggi per mezzo di elaboratori (computer, smart phones, consolle) collegati in rete. Con la diffusione delle reti telematiche e in particolare di Internet è oggi possibile inviare tramite il proprio terminale di rete messaggi, anche complessi ed elaborati come documenti grafici, brani musicali e altro. Alla fine del sec. XX, sulla rete Internet, l'uso dell'e-mail si è intensificato grazie alla possibilità di aprire gratuitamente (freemail), su un sito predisposto, una casella di posta elettronica, consultabile da ogni parte del mondo. I siti Internet che forniscono un servizio di posta gratuita sui propri servers sono numerosi. Alla fine degli anni Novanta, inoltre, un particolare software ha reso possibile, grazie a un sistema di sintesi vocale, ascoltare e inviare e-mail dal proprio telefono fisso o mobile. Nel secolo XXI l'uso della posta elettronica è ormai ampiamente diffuso. Con l'e-mail è possibile accedere a diverse forme di comunicazione e aggregazione come le mailing-list, newsletter e i forum. La possibilità di inviare messaggi contemporaneamente a più di un destinatario e allegare file di immagini o di documenti lo rende un sistema di trasmissione dati veloce e attendibile. La posta certificata (PEC) è un servizio di posta elettronica che permette di ottenere la garanzia del ricevimento del messaggio da parte del destinatario e della integrità del messaggio ricevuto. In Italia l'invio di una e-mail certificata - nelle forme stabilite dalla normativa vigente - è equiparato a tutti gli effetti di legge alla spedizione di una raccomandata cartacea con avviso di ricevimento. Il largo utilizzo delle e-mail presenta anche qualche svantaggio, per esempio, lo sviluppo dello spamming, l'invio massiccio a molti utenti di messaggi indesiderati, in genere di natura pubblicitaria-commerciale. L'incidenza di questi messaggi raggiunge i due terzi del traffico totale di posta elettronica.

Diritto

Il servizio postale appartiene in esclusiva allo Stato e rientra nella competenza del Ministero delle Comunicazioni. Le norme che lo disciplinano sono contenute nel Testo Unico approvato con D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156. L'Amministrazione provvede al servizio postale direttamente o mediante concessioni. Queste sono concesse dal direttore provinciale delle poste nei limiti stabiliti dal Codice postale. Nello svolgere la sua funzione l'Amministrazione trova però un preciso limite nell'art. 15 della Costituzione il quale afferma che la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili e possono venire limitate solo per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. Alcune disposizioni emanate più recentemente hanno riflesso le rapide trasformazioni del settore delle comunicazioni dovute al progresso tecnologico. Ne sono un esempio il D.M. 17 maggio 1985 sulla videoconferenza, il D.M. 24 giugno 1987, n. 333 sulla posta elettronica, il D.M. 28 maggio 1988, n. 220 in attuazione della direttiva CEE n. 86/361 sull'omologazione degli apparecchi per le telecomunicazioni, e la legge 25 giugno 1985, n. 323, sugli eurosatelliti. Il 28 febbraio 1998, inoltre, è stata costituita la società Poste Italiane Spa che garantisce il servizio universale postale e dei pagamenti su tutto il territorio nazionale. fanno parte del gruppo le società SDA, che opera nel settore delle consegne via corriere espresso, Postel nel campo dei servizi di posta elettronica “ibrida”, Poste Vita, che dal 1999 opera nel campo delle polizze vita e dei fondi pensione, e Postecom, che sviluppa e gestisce i servizi on line. Nel 1999 il settore delle Poste è stato liberalizzato. Nonostante tale riforma tutta la corrispondenza al di sotto dei 350 g di peso e delle 6000 lire di tariffa è di totale competenza delle Poste Italiane Spa che ha quindi mantenuto l'esclusiva ai sensi del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261 e del D.M. 17 aprile 2000. In particolare, quest'ultimo decreto ha confermato la concessione del servizio postale universale alla società Poste italiane S.p.a. per quindici anni a decorrere dal 6 agosto 1999. In relazione all'andamento del processo di liberalizzazione del settore postale in sede comunitaria, il termine di scadenza della concessione può essere anticipato dall'autorità di regolamentazione. Restano inoltre di competenza dell'azienda anche il recapito di procedure amministrative e giudiziarie raccomandate, fatture, pubblicità indirizzate e posta elettronica ibrida, indipendentemente dal peso e dal costo. La società, infine, è in fase di profonda ristrutturazione in vista di una sua futura quotazione sul mercato borsistico. In tale processo di ristrutturazione accanto ai classici prodotti postali (pacchi, raccomandate ecc.) sono stati differenziati e ampliati i cosiddetti “prodotti BancoPosta” che comprendono, in aggiunta ai libretti di risparmio postali e ai buoni postali fruttiferi, tra l'altro, fondi comuni di investimento, finanziamenti, obbligazioni ecc. Nel maggio del 2000 Poste italiane S.p.a. ha inoltre lanciato sul mercato il Conto BancoPosta, un conto corrente del tutto simile al conto corrente bancario.