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palma (botanica e religione)

sf. [sec. XIV; latino palma].

1) Nome comune delle piante della famiglia Palme; per la palma da cocco, vedi cocco.

2) Foglia, ramo della pianta che, nell'età classica, veniva dato al vincitore di una gara; per estensione fig. premio, vittoria: “Memoria di sue palme or più non serba” (Tasso); ottenere la palma del martirio, la gloria che Dio concede a chi muore per la fede.

§ La palma da datteri (Phoenix dactylifera), tipica delle regioni subtropicali aride, è diffusa nell'Africa settentrionale, nell'Asia occidentale e meridionale e nelle isole Canarie. Ha stipite alto sino a 30 m, diritto, sottile, con un gran ciuffo apicale di foglie pennatosette. I frutti (datteri) sono drupe carnose e zuccherine raccolte in grappoli. Se ne coltivano varietà a polpa molle e varietà a polpa dura. Le prime sono utilizzate nei Paesi di origine per la preparazione del miele di dattero, sostanza sciropposa che compressa ed essiccata dà il pane di dattero; le seconde soprattutto per l'esportazione dei frutti o per la produzione del vino di dattero. Le foglie, resistenti e flessibili, spesso vengono utilizzate per fabbricare stuoie e cordami. § La palma da olio (Elaeis guineensis), pianta originaria dell'Africa centroccidentale, è un albero alto sino a 20 m, con grandi foglie pennate, drupe grosse come noci, di colore variabile, con polpa carnoso-fibrosa ricca d'olio, e seme durissimo. Oltre che nei Paesi d'origine viene coltivata anche nell'America Meridionale per il burro e l'olio di palma, che si ottiene per spremitura del mesocarpo dei frutti. Dai semi si ottiene l'olio di palmisti, che nei luoghi d'origine si adopera nell'alimentazione umana, e, industrialmente, per preparare saponi. § La palma di S. Pietro (Chamaerops humilis), detta anche palma nana o cefaglione, è diffusa anche allo stato selvatico sulle rive del Mediterraneo occidentale, soprattutto nelle zone molto calde e aride, per quanto sia in grado di resistere anche a temperature relativamente fredde. È una pianta cespugliosa, che solo raramente arriva a sviluppare uno stipite di alcuni metri; ha ciuffi di foglie palmato-partite, con piccioli aculeati; i fiori sono poligamo-bisessuali; i frutti a drupa. I germogli teneri, detti cefaglioni o cefaglioli, sono commestibili; le foglie sono utilizzate per fare scope, cordami, stuoie grossolane e altri oggetti di intreccio, nonché per produrre crine vegetale. In vari Paesi europei la pianta si coltiva per ornamento, sovente anche in vaso. § La palma dum (Hyphaene thebaica) , propria delle regioni tropicali dell'Africa orientale (Eritrea, Sudan, Somalia), ha fusto ramificato, foglie palmate, che per la resistenza delle fibre vengono sfilacciate e utilizzate per stuoie, sacchi e cappelli. I frutti sono drupe ovoidali con semi caratterizzati da un albume corneo di straordinaria durezza, utilizzato come avorio vegetale per la fabbricazione di bottoni o altri oggetti torniti.

Domenica nella quale inizia la settimana santa. Il nome deriva dalla processione con palme o rami di ulivo, con la quale è commemorato l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Questa processione commemorativa è attestata a Gerusalemme già nel sec. IV. Dopo la benedizione e distribuzione delle palme e la lettura del Vangelo che racconta il fatto, il popolo accompagnava in chiesa il vescovo per la Messa, cantando inni a Cristo Re. È quello che ancora si fa. Nella Messa viene letto il racconto della Passione del Signore, che introduce nella settimana santa. Per questo la domenica delle Palme è detta anche “domenica della Passione”.

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