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proterandrìa

sf. [sec. XIX; dal greco próteros, anteriore+-andria].

1) In botanica, forma di dicogamia che si ha quando nei fiori bisessuali (o ermafroditi) gli organi maschili (stami) maturano in anticipo rispetto ai relativi pistilli, rendendo impossibile l'autofecondazione.

2) In biologia, forma di ermafroditismo in cui le gonadi maschili maturano prima di quelle femminili (ermafroditismo proterandrico). Negli animali si può manifestare stagionalmente o una sola volta nel corso della vita; in ambedue i casi l'organismo implicato è funzionalmente prima di sesso maschile, poi femminile. È la forma di ermafroditismo di gran lunga più frequente, caratteristica di molti invertebrati (Platelminti, Molluschi, Anellidi, ecc.) e di alcuni pesci (per esempio Sparidi). Nei Platelminti Cestodi la proterandria riguarda le singole proglottidi. La condizione opposta è detta proteroginia.