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sinusìte

sf. [sec. XX; dal latino sinus-us, seno, cavità+-ite]. Infiammazione acuta o cronica di un seno paranasale. Secondo la sede si distinguono sinusiti mascellari, frontali, etmoidali, sfenoidali; in rapporto all'estensione la malattia può essere mono- o bilaterale, interessare più seni (polisinusite) o tutti i seni (pansinusite). Sotto il profilo clinico si parla di forme chiuse quando l'essudato non può fuoriuscire dalla cavità del seno per occlusione dell'orifizio naturale; di forme aperte nel caso contrario; si distinguono inoltre sinusiti suppurative e non suppurative. Può manifestarsi, in genere, in seguito a riniti acute o croniche, infezioni dentarie, fratture dei mascellari e periorbitarie, malattie esantematiche, influenza, fattori allergici ecc. La sintomatologia è caratterizzata da dolore vivo locale, che si accentua alla pressione; febbre; tumefazione della guancia nelle sinusiti mascellari, della palpebra superiore nelle sinusiti frontali; se manca un sufficiente drenaggio per edema della mucosa, per deviazione alta del setto nasale, per ipertrofia del turbinato medio, la malattia si cronicizza; le sinusiti etmoidali e sfenoidali si manifestano con cefalea, dolori infra- e retrorbitari e vertigini. Nelle sinusiti croniche il sintomo caratteristico è rappresentato dall'abbondante essudato nasale o rinofaringeo. Le complicazioni sono più frequenti nelle sinusiti croniche purulente: faringiti, tonsilliti, laringotracheiti, bronchiti per propagazione del processo infettivo per via discendente; neuriti ottiche retrobulbari; meningiti sierose o purulente; trombosi del seno cavernoso e longitudinale. La diagnosi si effettua mediante rinoscopia e diafanoscopia e con l'esame radiografico. La terapia è medica, a base di antibiotici in forti dosi; gli interventi chirurgici per il drenaggio delle raccolte purulente sono da evitare durante la fase acuta.