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rinite

sf. [sec. XIX; da rino-+-ite]. Processo flogistico della mucosa delle cavità nasali, primitivo o secondario, con decorso acuto o cronico. Fra le riniti acute si ricordano la rinite allergica (vedi pollinosi) e la rinite vasomotoria caratterizzata da ipersensibilità della mucosa senza specifica allergia; fattori predisponenti sono le disendocrinie, le deviazioni del setto nasale, le infezioni ricorrenti, ecc. Le riniti croniche comprendono la rinite catarrale, la rinite ipertrofica, la rinite secca, la rinite da lue, la rinite atrofica (vedi ozena), la rinite da tubercolosi (vedi lupus e tubercoloma). La rinite catarrale è spesso l'esito di forme acute non curate oppure è dovuta a recidive per la vicinanza di focolai flogistici quali sinusiti, adenotonsilliti, o per irritazione prolungata da fumi, polveri, tabacco, aria secca, ecc.; viene favorita da fattori dismetabolici e da ostruzione nasale organica; si manifesta con iperemia ed edema dei turbinati inferiori, con sensazione di naso chiuso, con secrezione mucosa o mucopurulenta, cefalea, anosmia temporanea. La rinite ipertrofica è la fase più avanzata della forma precedente ed è caratterizzata da proliferazione connettivale della mucosa, da edema cronico, da ipertrofia della coda dei turbinati (coda a fragola), da ostruzione nasale, da faringo-laringite discendente; si cura con crenoterapia. La rinite secca s'instaura a seguito di irritazione prolungata della mucosa nasale da polveri, con secrezione mucosa e croste inodori; si cura con l'applicazione di pomate eutrofiche. La rinite luetica se è acquisita può insorgere in uno dei tre periodi della sifilide; durante l'ultimo è frequente la formazione di gomme con vaste distruzioni ossee condizionanti deformazioni caratteristiche della piramide nasale (naso a sella); anche le forme congenite, precoci (al terzo mese di vita extrauterina) o tardive (dal terzo anno alla pubertà), portano spesso alle stesse deformità. § Negli animali è frequente la rinite atrofica che colpisce i suini di età compresa fra i 15 giorni e i 6 mesi. È molto diffusa nell'America Settentrionale, pochissimo in Europa. I soggetti colpiti presentano scolo nasale, starnuti sempre più frequenti, epistassi; si ha poi la comparsa di deformazioni facciali, dovute all'atrofia dei cornetti nasali ed etmoidei. La malattia provoca una mortalità piuttosto bassa.

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