Questo sito contribuisce alla audience di

Agricoltura e Ambiente

In Egitto, la piena e il ritiro delle acque del Nilo determinavano le tre stagioni nelle quali era diviso l'anno.

Gli eizi dividevano l'anno in tre stagioni, ciascuna delle quali formata da quattro mesi. L'inizio dell'anno coincideva con la grande piena del Nilo. La stagione della "inondazione" veniva denominata akhet. La seconda, invece, era peret, la "sparizione" o ritiro delle acque. Infine, la terza stagione, shemu, era contrassegnata dalla "siccità".
Il calendario, usato per determinare il ritmo dei lavori agricoli, nacque sulla base delle osservazioni astronomiche.
Osservando il cielo nelle date di inizio delle inondazioni, gli egizi cercarono un fenomeno che fosse in relazione con le piene e notarono che la fugace apparizione a Oriente, poco prima del tramonto, della stella Sirio (Sotis), ritenuta una manifestazione della dea Iside, coincideva con l'inizio della piena. Il giorno in cui la stella era visibile sulla linea dell'orizzonte fu scelto come primo giorno dell'anno. Gli egizi invocavano dunque Api, il dio preposto alle nascite, affinché il fiume inondasse la terra. I mesi, di trenta giorni, venivano indicati, nelle date, con un numero progressivo, ossia, primo, secondo, terzo o quarto mese di akhet, di peret o di shemu. Al quarto mese di shemu furono aggiunti cinque giorni per completare i 365 giorni dell'anno.

Il primo giorno dell'Anno Nuovo coincideva con il 19 Luglio e indicava l'inizio dell'akhet, la stagione "dell'inondazione", che durava quattro mesi, dall'estate all'autunno. In questo periodo, i contadini si occupavano dell'irrigazione dei campi, accantonando il raccolto precedente. Diversi giorni venivano inoltre dedicati a feste e cerimoniali sacri. La seconda stagione dell'anno, peret, il "ritiro", durava da metà Novembre a metà Marzo ed era la stagione della germinazione. Il terreno dei campi era umido, e ciò facilitava i lavori agricoli; la terra doveva essere solo arata e seminata. La terza e ultima stagione dell'anno corrispondeva ai mesi compresi tra la primavera e l'inizio dell'inondazione. Era denominata shemu, la "siccità", ed era caratterizzata dalla scarsa presenza di acqua. Durante tale periodo, il contadino si dedicava alla mietitura, alla raccolta e alla trebbiatura. Le stagioni condizionavano anche altre attività, non strettamente legate all'agricoltura.

Per saperne di più...

Storia, ovvero narrazione e analisi della realtà e dei fatti realmente accaduti.
Oggetto dell'analisi storica è il passato da ricostruire e tramandare, dal quale apprendere errori da non ripetere e conquiste e progressi da perpetrare.
Approfondisci la tua conoscenza!

Vai all'Enciclopedia! 

Media

Sapere.it consiglia...

Sapere.it è anche su Facebook!

Entra a far parte anche tu della nostra community!