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L'arte medievale

I principali cantieri romanici in Italia

La più importante scuola romanica di architettura fu quella lombarda: oltre al prototipo milanese di S. Ambrogio, si ricordano le chiese pavesi di S. Michele e S. Pietro in Ciel d'Oro, quelle comasche di S. Abbondio e S. Fedele. Alla fine del sec. XII e agli inizi del XIII le chiese cistercensi (Chiaravalle Milanese, Cerreto Lodigiano) e i broletti comunali (Milano, Pavia, Como, Brescia) pongono le premesse dell'architettura gotica lombarda.

 

La basilica di S. Ambrogio a Milano

La basilica paleocristiana, fondata da S. Ambrogio come martyrium nel 386, fu rimaneggiata durante i secc. VIII-IX. Tra la fine del IX e la prima metà dell'XI secolo essa divenne cantiere di nuove esperienze architettoniche di importanza determinante per la definizione dello stile dell'arte lombarda, grazie alla costruzione del complesso delle absidi e del presbiterio, al tipico sistema strutturale centrato sul rapporto tra pilastro (a fascio, alternato) e volta a crociera costolonata e alla singolare decorazione resa dall'alternanza di archetti e lesene. Tali esperienze architettoniche vennero poi assunte e sviluppate in altre chiese milanesi del tempo (S. Eustorgio, S. Calimero, S. Satiro, S. Celso, S. Vincenzo in Prato, S. Eufemia, S. Babila, S. Nazaro Maggiore).

Il Duomo di Parma

Iniziato nel 1046 il duomo venne ricostruito (in pietra) in stile romanico-lombardo dopo il terremoto del 1117. Fu edificato con un solenne interno a tre navate, coperto da volte a crociera, con campate rettangolari nella navata centrale e quadrate nelle navate laterali. All'esterno, nella facciata (articolata su tre piani) e nella zona dell'abside si ripete il tipico motivo emiliano (presente anche nel duomo di Modena) delle logge transitabili. All'interno fu posta la scultura marmorea della Deposizione della Croce (1178) di Benedetto Antelami (ca 1150-1230), che realizzò anche il progetto architettonico e l'apparato scultoreo del battistero a pianta ottagonale. Quest'ultimo, iniziato nel 1196, si caratterizza esternamente per la presenza di arcate sormontate da quattro piani di corridoi percorribili.

 

Il Duomo di Modena

Fu costruito tra il 1099 e il 1120, sul luogo di una precedente basilica consacrata a S. Geminiano, dall'architetto lombardo, forse comasco, Lanfranco, che interpretò originalmente forme lombarde (facciata a capanna, pianta a tre navate, logge ad archetti), con uno spiccato senso plastico e con un rigoroso criterio di unitarietà nella concezione architettonica. La suddivisione della facciata a salienti (a sottolineare le differenti altezze delle navate) evidenzia la ripartizione interna in tre navate; i contrafforti esterni palesano la presenza interna delle campate (divise da pilastri a fascio).

Il principale artefice dell'apparato scultoreo del cantiere del duomo fu Wiligelmo (attivo tra la fine del sec. XI e l'inizio del XII) al quale si devono i rilievi del portale mediano, detto Porta Maggiore, quelli della facciata recanti le quattro grandi lastre con le Storie della Genesi e la decorazione con Figure e Profeti nell'intradosso del portale della facciata, con relativa lunetta.

 

La piazza dei Miracoli a Pisa

A partire dall'XI secolo sulla piazza dei Miracoli di Pisa vennero edificati la cattedrale, il campanile, il battistero e il camposanto. La cattedrale, esempio di architettura romanico-pisana, fu iniziata nel 1063 dall'architetto Buscheto e completata, fra il 1150-60, dall'architetto Rainaldo, autore dell'imponente ed elegante facciata a quattro ordini di loggette. Caratteristiche salienti dell'edificio che presenta una pianta a croce latina, a cinque navate, sono la cupola a pianta ovale (sec. XII) e le superfici esterne scandite orizzontalmente da fasce marmoree bianche e nere, di derivazione orientale, che divennero una prerogativa dell'architettura romanica toscana. Il maestoso edificio circolare del battistero, iniziato nel 1153 dall'architetto Diotisalvi (ma completato nel corso del Trecento), è caratterizzato esternamente da una serie di arcate cieche sovrastate da un loggiato aperto.

Il campanile, o Torre Pendente (inclinato a causa del cedimento del terreno), venne iniziato nel 1174 su progetto dell'architetto Bonanno Pisano e terminato nel corso del Trecento. Il corpo cilindrico, svolto in otto ordini sovrapposti, è scandito da una serie di arcate aperte praticabili.

Il romanico pisano trovò larga diffusione tra i secc. XII-XIII anche in altre città toscane, come a Pistoia (duomo, chiese di S. Bartolomeo in Pantano e S. Andrea), a Lucca (chiesa di S. Frediano, 1112-47, e il duomo di S. Martino del sec. XIII) e ad Arezzo (pieve di S. Maria).

 

S. Miniato al Monte e il battistero di S. Giovanni a Firenze

I massimi esempi dell'architettura romanica fiorentina sono la chiesa di S. Miniato al Monte e il battistero di S. Giovanni a Firenze, caratterizzati dal gusto geometrizzante nel paramento di marmi bianchi e verdi e dall'evidente derivazione paleocristiana e classica. Il battistero (consacrato nel 1059) è ottagonale ad arcate cieche e presenta citazioni classiche nei capitelli nelle colonne; è celebre per le tre porte in bronzo dorate eseguite nei secoli successivi da Andrea Pisano e L. Ghiberti.

S. Miniato al Monte (sec. XII) mostra un'eccezionale facciata ad arcate su colonne, finestra a timpano e cornicione classico, e un interno basilicale coperto a capriate.

 

La Basilica di S. Marco a Venezia

La basilica fu ricostruita nel XI secolo (dopo la prima edificazione dell'828, a cui seguì un incendio nel 976) sul modello della chiesa dei SS. Apostoli di Costantinopoli (ora distrutta), quindi con derivazione bizantina nella scelta della pianta a croce greca e delle cinque cupole poggianti su grandi arconi a botte. Ciascun braccio della croce è diviso in tre navate da colonnati che sostenevano matronei. Il presbiterio, rialzato per la presenza della cripta, è sormontato dall'altare, ornato da un ricco ciborio sorretto da colonne istoriate (forse del sec. XIII). Le cupole, la parte alta delle pareti, i sottarchi delle navate sono interamente ricoperti di mosaici (in gran parte dei secc. XII-XIII, con rifacimenti posteriori), che costituiscono una significativa sintesi dell'iconografia bizantina.

Esternamente la basilica è preceduta da un atrio che circonda tutta la parte occidentale. La facciata (compiuta nel periodo gotico, sec. XV) è spartita orizzontalmente da una terrazza con balconata; nella parte inferiore sono cinque profonde arcate in fondo alle quali si aprono altrettanti portali, con notevoli rilievi scultorei di gusto bizantino; sulla terrazza sono collocati i celebri quattro cavalli in rame dorato portati da Costantinopoli, ritenuti opera ellenistica (sec. III a.C.). Anche i fianchi della basilica sono ornati da preziosi rilievi e sculture, tra cui sul lato meridionale il gruppo in porfido dei Tetrarchi (sec. IV). L'atrio, diviso in campate da archi acuti, è sormontato da cupolette rivestite da splendenti mosaici di gusto veneto-bizantino (1220-50) con Storie dell'Antico Testamento.

 

La Basilica di S. Nicola di Bari

Importante edificio romanico, costruito a partire dal 1087 e consacrato nel 1197, la basilica di S. Nicola presenta una pianta a tre navate con transetto. Vi sono confluiti influssi bizantini, per la presenza all'interno della basilica dell'iconostasi che separa il presbiterio dalle navate, influssi del romanico lombardo, nella facciata divisa a salienti e coronata dalla serie di archetti a tutto sesto, e interpretazioni romaniche proprie, come il matroneo e la realizzazione di due torri che chiudono ai lati la facciata dando alla chiesa l'aspetto di una fortezza. All'interno è conservata la Cattedra scolpita di Elia (1098) sedia del vescovo Elia.

San Nicola venne assunto come prototipo di una serie di altre costruzioni pugliesi coeve come, nella stessa Bari, la cattedrale di S. Sabino (1170-78) e la cattedrale di Bitonto (1175-1200).

 

Il Duomo di Monreale

Sorto nei dintorni di Palermo, fondato da Guglielmo II (1174-89), il Duomo di Monreale si presenta con la caratteristica facciata ornata con motivi di archi intrecciati nella zona superiore, fiancheggiata da due alte torri campanarie. L'interno a pianta basilicale a tre navate è decorato con cicli di mosaici (Storie dell'Antico e Nuovo Testamento) realizzati da artisti locali (secc. XII-XIII) operanti secondo modelli bizantini. Di impronta araba è invece l'annesso chiostro del monastero benedettino (sec. XII).

 

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