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L'assetto e le trasformazioni

Trasformazione aziendale

La trasformazione aziendale consiste nella modificazione dell'atto costitutivo di una società con il passaggio da una forma sociale a un'altra, senza che ciò comporti la cessazione del soggetto giuridico preesistente e la successiva nascita di un altro soggetto che prende il suo posto. Si può parlare, quindi, di trasformazione in senso proprio solo quando il soggetto coinvolto è costituito sotto la forma giuridica di società; il passaggio da una forma individuale a una societaria non configura una trasformazione aziendale ma piuttosto una cessione per conferimento dell'azienda individuale nella nuova società.

I motivi che possono indurre i soci a cambiare la forma giuridica della loro società possono ricondursi a: 1) volontà di modificare il livello di responsabilità dei soci, quando, nel caso di passaggio da società di persone a società di capitali, i soci vogliono limitare alle quote o alle azioni sottoscritte la loro responsabilità patrimoniale per le obbligazioni sociali; 2) motivazioni aziendali, quando, per esempio, la crescita delle dimensioni dell'azienda è tale da non rendere più adatto l'assetto giuridico originariamente scelto (questo può valere sotto molti aspetti, come quello della struttura delle responsabilità, dell'accesso alle fonti di finanziamento, dell'organizzazione delle attività aziendali ecc.); 3) motivazioni di convenienza fiscale, quando i differenti regimi di tassazione vigenti fra società di persone e società di capitale rendono più conveniente il passaggio dall'una all'altra forma societaria; 4) obblighi di legge.

La delibera di trasformazione

La prima fase del processo di trasformazione aziendale è la manifestazione della volontà dei soci di modificare quella parte dell'atto costitutivo che regola il regime societario: tale manifestazione di volontà si concretizza nella delibera di trasformazione, la cui forma è l'atto pubblico o la scrittura privata autenticata (consentita solo nel caso in cui si resti nell'ambito delle società di persone); per le società di capitali tale delibera è presa dall'assemblea straordinaria dei soci. Nel caso di passaggio da società di persone a società di capitali (disciplinato dal codice civile in quanto comporta una riduzione del livello di responsabilità dei soci con evidente rischio per i terzi coinvolti) la delibera di trasformazione deve essere accompagnata da una relazione di stima del patrimonio sociale alla data della trasformazione eseguita da un perito nominato dal Presidente del Tribunale. Delibera di trasformazione e perizia di stima devono essere depositate presso la Cancelleria del Tribunale per l'iscrizione nel Registro delle imprese, iscrizione che avviene dopo l'omologa da parte dello stesso Tribunale. Con l'iscrizione della delibera nel Registro delle imprese la società acquista la personalità giuridica (caratteristica delle società di capitali) conservando i diritti e gli obblighi che aveva prima della trasformazione. In particolare, occorre notare come ai soci dissenzienti circa la trasformazione venga riconosciuto il diritto di recesso dalla società trasformata e il conseguente diritto di ottenere il rimborso delle proprie azioni o quote. Occorre notare, inoltre, che con la trasformazione in società di capitali i soci illimitatamente responsabili delle società di persone assumono la responsabilità limitata alle quote di capitale di loro pertinenza per le sole obbligazioni sociali che sorgeranno dopo l'iscrizione nel Registro delle imprese; la trasformazione aziendale non libera i soci dalla responsabilità che essi avevano per le obbligazioni sociali anteriori alla trasformazione (salvo che i creditori abbiano dato il loro assenso).

La determinazione del capitale di trasformazione

Uno dei problemi più rilevanti che riguardano la trasformazione aziendale è la determinazione del capitale di trasformazione che rappresenta la base di partenza per il calcolo dei futuri risultati economici della società trasformata. La sua valutazione va effettuata in condizioni di funzionamento, ovvero considerando le componenti patrimoniali non distintamente (come nel caso di una liquidazione) ma come parte di un complesso coordinato di beni che assolvono a una funzione precisa e che trova la propria giustificazione nel concreto operare delle attività d'impresa. Quando esiste la perizia di stima, tali valutazioni trovano un preciso riferimento proprio nelle valutazioni effettuate dal perito, volte a evitare sovrastime (annacquamento del capitale) dei valori patrimoniali che possono nuocere ai terzi portatori di interessi (per esempio, i creditori dell'azienda trasformanda). I valori di perizia costituiscono quindi un limite superiore alle valutazioni effettuate per la redazione del bilancio straordinario di trasformazione.

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