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La "nuova musica" dell'avanguardia

Fra rinnovamento della musica sacra e musica per una nuova religiosità

Fra i costumi e le tendenze di fine millennio va senz'altro registrato quello della cosiddetta "nuova religiosità", un fenomeno assai complesso, che ricomprende sia elementi di richiamo a una purificazione interiore e/o comunitaria, sia elementi più chiaramente connessi al "clima" culturale e sociale della postmodernità. I compositori che potrebbero essere citati per l'apertura della loro musica alla sfera religiosa sono certo molti e si potrebbero riprendere sotto questa luce anche autori già richiamati sotto altro profilo (per esempio, K. Penderecki). Quelli ora presentati non possono dunque essere considerati se non come alcune delle voci più coinvolte in questa ricerca.

Einojuhani Rautavaara:
fra costruttivismo e mistica

Il finlandese Einojuhani Rautavaara (Helsinki 1928) si perfezionò negli Stati Uniti con A. Copland, R. Sessions e V. Persichetti e insegnò presso l'Accademia Sibelius di Helsinki. Nel 1954 vinse negli Stati Uniti il premio Thor Johnsonn con il Requiem in our time op. 3 per ottoni e percussioni. Ha aderito alla scuola dodecafonica di Darmstadt, pur ritenendo che il processo compositivo abbia in sé un nucleo creativo inspiegabile se non ammettendo una componente di mistero all'interno anche del pensiero musicale più costruttivistico.

Rautavaara ha prediletto soggetti e testi religiosi e metafisici, dallo sciamanesimo al cattolicesimo ortodosso, come emerge esemplarmente da Annunciations (1976-77), concerto per organo, quintetto d'ottoni e orchestra di strumenti ad arco, o dalla serie dei diversi lavori dedicati, nel sottotitolo, a figure di angelo: Angel and Visitations, Angel of Dusk (concerto per contrabbasso) Angel of Light (VII Sinfonia, 1994). Fra le sue composizioni per pianoforte spicca la suite Icone (1952). La sua vasta produzione comprende sette opere, sette sinfonie e sette concerti per differenti strumenti, oltre a un gran numero di pezzi per orchestra, pezzi vocali e di musica da camera.

Il richiamo dell'indicibile: Dieter Schnebel

Il tedesco Dieter Schnebel (Lahrl 1930) studiò musica, musicologia, filosofia e teologia. Pastore (1956) e parroco luterano (1960), ha insegnato teologia a Francoforte e (dal 1970) a Monaco. Esponente delle correnti musicali d'avanguardia sia come compositore, sia come critico, nella sua produzione, interessante anche per la ricerca vocale, fa largo uso di strumenti tradizionali uniti ad apparecchiature elettroniche, creando spesso suggestive forme di linguaggio in cui il pubblico è attivamente coinvolto e partecipe dell'esecuzione (Réactions; Ki-no, 1963-67). Fra le sue opere: i cicli Für Stimmen... Missa est (1959-69), Projecte (1958-61), Räume (1963-77), Dahlemer Messe (1987), Monotonien (1988), Chili (1991).

Il cammino di Arvo Pärt alla vocalità religiosa

Il compositore estone Arvo Pärt (Paide 1935) compì gli studi a Tallinn, diplomandosi nel 1963. Dal 1958 al 1967 fu tecnico del suono e supervisore delle registrazioni alla Radio Estone. In seguito si è dedicato unicamente alla composizione. Emigrato in Occidente nel 1980, è divenuto cittadino austriaco. Educato ai modelli di S. Prokof'ev e D. Sostakovic, ha presto adottato un linguaggio che alterna tecniche seriali e aleatorie a momenti di attrazione tonale e di citazioni (Sinfonia n. 1, Polifonica, 1963, e n. 2, 1966; Collage von B.A.C.H., 1964; Credo, 1968).

All'inizio degli anni Settanta Pärt si è dedicato allo studio approfondito della musica medievale, dal canto gregoriano ai fiamminghi, e di quella religiosa ortodossa. Dopo un periodo di silenzio tornò alla composizione con Per Alina per pianoforte (1976), Trivium per organo (1976), Fratres per complesso di strumenti antichi (1977) e il brano dal titolo emblematico Tabula rasa, per 2 violini, pianoforte preparato e orchestra d'archi (1977); di commossa bellezza anche il Cantus in Memory of Benjamin Britten (1979).

La sua produzione degli ultimi anni, assai cospicua, è prevalentemente indirizzata verso la musica vocale di argomento religioso, a cappella o con accompagnamenti strumentali timbricamente ricercati (De profundis, 1981; Passio domini nostri Jesu Christi secundum Johannem, 1981-82; Stabat Mater, 1985; Te Deum, 1984-86; Dies irae, 1986; Miserere, 1989; Magnificat, 1989; Berliner Messe, 1990-92; Litany prayers of St. John for each hour of the day and night, 1994).

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