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Il medioevo

Verso una nuova cultura

Tra la fine del '300 e l'inizio del '400 entrò in crisi la cultura elaborata nelle Università a partire dall'XI sec. La produzione artistica e letteraria aveva avuto spesso come oggetto temi religiosi, basti ricordare la Divina Commedia dantesca o le pitture di Giotto, mentre in campo architettonico la grandiosità della Chiesa si espresse nelle basiliche romaniche e nelle cattedrali gotiche. Gli studi erano stati per la maggior parte incentrati sull'aspetto teologico. Dall'esigenza di elaborare una teologia sistematica e unitaria era nata la filosofia scolastica (così chiamata perché veniva insegnata nelle scuole) la quale aveva elaborato un metodo di studio e di ricerca la cui caratteristica principale fu quella di procedere in modo deduttivo, cioè dall'universale al particolare. Alla base di questo metodo vi era la lettura dei testi (lectio) da cui si sviluppava il commento dell'insegnante (sententia) che veniva discusso secondo le problematiche che suscitava (quaestio) e delle quali venivano elaborate delle soluzioni (determinationes). A partire dal XIII sec. si cominciò a discutere di un problema senza partire dalla lettura dei testi e nacque così la disputa (disputatio). Il ruolo preminente della religione si può dedurre anche dal monopolio che la Chiesa esercitava sull'istruzione: nonostante le Università fossero nate da associazioni laiche, la Chiesa provvide subito a inserirvi i propri insegnanti o a sottoporle alla propria autorità inserendovi un cancelliere che aveva il compito di concedere la licentia docendi, cioè il permesso di insegnare. La presenza ecclesiastica nelle Università aumentò nel XIII sec. in seguito al massiccio ingresso degli ordini mendicanti (domenicani e francescani). Già in età comunale cominciò però a svilupparsi, accanto alla formazione retorica, teologica e giuridica, una formazione tecnico-professionale di cui ebbero bisogno soprattutto i mercanti che dovevano imparare tecniche di calcolo, di scrittura per lettere commerciali e di tutto ciò che potesse servire ad amministrare meglio i loro affari. Le autorità cittadine o i privati organizzarono così nuove scuole, al termine delle quali colui che voleva intraprendere un'attività commerciale doveva anche frequentare una bottega artigianale o un negozio di vendita svolgendo un tirocinio pratico. Queste nuove attività economiche, connesse alla formazione di nuovi ceti sociali, i mutamenti politici avvenuti alla fine del Medioevo, (crisi della Chiesa e dell'Impero), il formarsi di Signorie e Principati in Italia e di Stati monarchici in Europa, furono tutti elementi che contribuirono anche alla fine della civiltà medievale, dei suoi valori, dei suoi modi di vivere.

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