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Èdda

titolo di un'opera del letterato islandese Snorri Sturluson. Lo stesso nome fu dato erroneamente dallo scopritore, il vescovo Brynjólfur Sveinsson, a una raccolta di carmi rinvenuta nel 1643 nel Codex Regius della Biblioteca Reale di Copenaghen. È così invalsa nell'uso la distinzione tra Edda poetica (o Saemundar Edda, dal nome del presunto autore Saemundr vissuto nel sec. XII nella fattoria di Oddi e da qui forse il nome di Edda) e l'Edda in prosa (o Snorra Edda) che si riferisce al manuale di Snorri. L'Edda poetica si compone di 29 carmi il cui nucleo centrale risale certamente ai sec. VII e VIII (prima cioè dell'età vichinga); tramandati oralmente per più generazioni, i canti sono stati trascritti nel sec. XIII e distinti da un ignoto traduttore in mitici ed eroici. Appartengono al primo gruppo il carme Völuspá (Predizione della veggente), a carattere cosmogonico ed escatologico, e vari carmi dedicati alle divinità nordiche Odino, Freyr e Thor. Dei carmi eroici (in tutto 18) una gran parte è ispirata alla saga dei Nibelunghi, due sono dedicati alle imprese del guerriero Helgi e uno, che si crede il più antico della raccolta, al fabbro Volund. Il mondo del paganesimo germanico vive nell'Edda la sua pagina più splendida: i miti si sono umanizzati e gli eroi idealizzati in un armonioso compenetrarsi di azioni e di passioni, che soggiacciono solo al fato ineluttabile. Lo stesso sentimento pagano della vita si ritrova nell'Edda in prosa. Il suo autore, vissuto in un'età in cui il cristianesimo andava soppiantando completamente la religione pagana, si preoccupò di conservare il patrimonio religioso dei padri. Nella sua opera infatti invita i giovani scaldi ad appropriarsi dei metri, delle tecniche e del mondo poetico dei canti dell'Edda. Il manuale si divide in tre parti: Gylfaginning (L'incantesimo di Gylfi), dove vengono presentati i miti nordici più diffusi; Skaldskaparmal (Espressione poetica), che tratta delle complicate metafore usate dagli scaldi; Háttatal (Esempi metrici), commento metrico a 102 strofe composte da Snorri in onore del re di Norvegia Haakon.

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