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Andròmaca

(greco Andromáchē; latino Andromăcha), personaggio della letteratura classica. Moglie ideale, vedova fedele, madre infelice e dolorosa, in lei si riassume la poesia del focolare domestico. Figlia di Eezione, re di Tebe, e moglie di Ettore, Andromaca figura in pochi ma sublimi squarci dell'Iliade che ne fissano il carattere, facendone, in senso morale, l'antitesi di Elena. Nella tradizione successiva, la figura di Andromaca appare alterata: specialmente nell'omonima tragedia di Euripide, Andromaca è coinvolta in avvenimenti romanzeschi che ne travisano radicalmente il carattere: è in un singolare rapporto di ostilità e di amore con Neottolemo, che le uccide il figlio Astianatte e la porta prigioniera in Epiro, ma poi la sposa e, alla morte, le lascia il regno. Nell'Eneide, Andromaca si sposa una terza volta: adesso con Eleno, fratello di Ettore, tornando così alla famiglia da cui era stata violentemente distaccata. L'opera omonima di Racine (1667) ripristina il mito originario in tutta la sua purezza morale e il suo nitore lirico: il realismo psicologico di accese passioni ne fa un capolavoro d'indagine dell'animo femminile. Numerosi sono i melodrammi ricavati dalla tragedia di Racine: si ricordano quelli di A. Caldara (1724), di F. Feo (1730), di A. Sacchini (1761), di A.-E.-M. Grétry (1780), di G. Paisiello (1797).