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CISL (sindacato italiano)

(Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori). Sindacato nato in Italia nel 1950 dal Patto di unificazione tra la LCGIL di Giulio Pastore ed altre due organizzazioni che fra il 1948 e il 1949 si erano costituiti staccandosi dalla CGIL unitaria. Il sindacato (aderente alla IFCTU) guidato da Pastore, con l'apporto significativo di Mario Romani, si costituì come sindacato democratico, libero e indipendente dai partiti, non confessionale (sebbene parte rilevante dei dirigenti appartenesse al movimento sociale cattolico); convinto che il bene dei lavoratori coincidesse con la ripresa economica del Paese, in opposizione ai sindacati della sinistra, appoggiò il piano Marshall e introdusse l'azione sindacale nell'azienda. A Pastore, diventato nel 1958 ministro per il Mezzogiorno e le aree depresse, succedevano Bruno Storti (1959-77), Luigi Macario (1977-79), Pierre Carniti (1979-85). Sotto la guida di Franco Marini (1985-91) la CISL ritrovava, dopo una forte crisi a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, una propria identità in un contesto di profonde trasformazioni dell'azione sindacale e della sua rappresentanza, come testimonia l'accordo CGIL-CISL-UIL per un nuovo Patto d'azione unitaria (marzo 1990). Nel marzo 1991, segretario della CISL veniva nominato Sergio D'Antoni, , rimasto in carica fino al 2000. Dopo le sue dimissioni, è stato eletto Savino Pezzotta, che ha lasciato l'incarico nel 2006. la cui linea portava, in alcune azioni sindacali, ad una divergenza programmatica con la CGIL. I tratti caratteristici della CISL, oltre all'autonomia dell'azione sindacale, sono l'organizzazione associativa e il rapporto tra la valorizzazione delle categorie e il ruolo della confederazione, cui è affidato il compito di sostenere l'azione sindacale nelle grandi trasformazioni economiche e sociali del capitalismo contemporaneo.