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Circèo, Parco Nazionale del-

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superficie 85,00 km², altitudine 0-541 m s.m. (picco di Circe), provincia: Latina. Sede a Sabaudia (LT). Istituzione: 1934.

Territorio

È tra i più piccoli parchi nazionali italiani e fu creato in epoca fascista, durante la bonifica delle paludi dell'Agro Pontino, per proteggere la residua foresta planiziaria e le zone umide. Si estende lungo il tratto di litorale laziale compreso tra Anzio e Terracina, e tutela cinque ambienti tra loro molto diversi: la foresta della Selva del Circeo; la duna costiera (23 km), che collega il Lido di Latina e Torre Paola; le zone umide costituite dai quattro laghi costieri (di Fogliano, dei Monaci, di Caprolace e di Sabaudia), che la duna separa dal mar Tirreno; il picco di Circe e la selvaggia e disabitata isola di Zannone, compresa nelle isole Ponziane. La presenza dell'uomo nell'area del parco è databile a migliaia di anni fa: nella grotta Guattari, alle pendici del monte Circeo, furono scoperti nel 1939 un cranio dell'uomo di Neanderthal risalente al Paleolitico e numerose ossa di ippopotami, elefanti, iene, rinoceronti e altri animali che allora abitavano la zona. § Tra le principali attività dell'Agro Pontino sono la pesca, l'agricoltura e l'allevamento, con la produzione di ottimi formaggi; la mozzarella di bufala ha qui il limite settentrionale dell'area di produzione; nei principali comuni del parco si produce il vino DOC del Circeo.

Flora e fauna

Alla diversificazione ambientale corrisponde una grande varietà di specie botaniche: cerro, farnia, leccio e sughera nella foresta; ginepro coccolone e giglio marino nella duna; specie alofile e palustri, e ciuffi di giunco nelle zone umide; leccio e corbezzolo nel cosiddetto “Quarto Freddo”, cioè il versante settentrionale del promontorio; tutte le specie tipiche della macchia mediterranea (olivastro, cisto, lentisco, rosmarino, mirto), nel cosiddetto “Quarto Caldo”, cioè il versante meridionale del promontorio, insieme al ginepro fenicio e alla palma nana. Nella foresta si segnalano, relativamente all'avifauna, la tortora, il cuculo, il gufo, la civetta, il barbagianni, il picchio rosso e il picchio verde, il falco pecchiaiolo, la poiana e il gheppio; fra i mammiferi, il cinghiale, il daino, il capriolo, il tasso e la volpe. Nella duna è possibile avvistare la ghiandaia marina, l'upupa, la capinera, la beccaccia di mare e varie specie di gabbiani. Nelle zone umide si trovano il falco pescatore, il gufo e il falco di palude, il fagiano, la gallinella d'acqua, il chiurlo, il cavaliere d'Italia, la cicogna bianca e l'airone cenerino. Il promontorio, popolato da ricci, lepri e tassi, è sorvolato da rondini, passeri solitari, averle, quaglie, falchi pellegrini e sparvieri. Nell'isola di Zannone, oltre al falco di palude e al falco pellegrino, sono presenti alcuni importanti endemismi di lepidotteri e ortotteri, una rara specie di lucertola, e tra i mammiferi, il muflone, introdotto sull'isola negli anni Venti del Novecento a scopo venatorio.