Etòlica, Léga-

stato territoriale su base federale (koinón) fondato sulla sympolitía, cioè sulla coesistenza della cittadinanza dell'ethnos (nazione) con quella delle poleis (città) che la componevano . Il koinón etolico era governato da uno stratega eponimo eletto annualmente dall'assemblea federale che si riuniva due volte l'anno, in primavera e in autunno (nelle Termica e nelle Panetolica); egli era assistito da una commissione permanente di una trentina di apocleti oltre che da alcuni magistrati minori (l'ipparco, il grammatéus o segretario, i sette tamíai o tesorieri). Contrariamente a quanto comunemente si afferma, il koinón etolico non è una formazione di età ellenistica, ma di età arcaica, e in esso la sympolitía si sviluppò senza fratture dall'organizzazione cosiddetta cantonale a quella propriamente federale; esso è nominato per la prima volta in un'iscrizione ateniese del 367 a. C. Di importanza limitata nei sec. V e IV a. C., si affermò in età ellenistica dopo la morte di Alessandro Magno (323 a. C.) raggiungendo la propria definitiva affermazione politica all'indomani della sconfitta inferta ai Celti invasori nel 279 a. C. Il prestigio acquistato valse agli Etoli l'ingresso nella anfizionia delfico-pilaica e permise loro di svolgere un ruolo politico di primo piano. Il koinón si andò da allora progressivamente ingrossando, annettendo successivamente l'Acarnania, la Focide, la Locride e, nel 245 a. C., dopo la vittoria riportata a Cheronea sulla Lega Beotica, la Beozia. Nel 243 a. C., approfittando di un conflitto tra l'Elide e gli Acarnani, gli Etoli intervennero nel Peloponneso annettendo l'Elide, la Messenia e Megalopoli in Arcadia. Conservato in seguito gran parte del loro prestigio, estesero la loro influenza, mediante la formula della isopolitía, anche a città estranee alla lega, come Lisimachia in Tracia, Calcedonia e Chio, ma nessuna delle guerre in cui successivamente furono coinvolti in funzione antiachea e antimacedonica tornò a loro vantaggio. Ostili alla Lega Achea (onde l'avversione per gli Etoli dello storico Polibio, acheo) si affiancarono ad Antigono Gonata nella guerra contro Arato per il possesso dell'Acrocorinto, ma furono gravemente sconfitti a Pellene in Acaia nel 241 a. C. Con la Macedonia si mantennero in buoni rapporti fino alla morte di Antigono Gonata (239 a. C.) che segnò l'inizio della rottura tra le due potenze; quindi per un decennio furono in conflitto con Demetrio II che nel 236 a. C. tolse loro la Beozia, la Focide e la Locride. Ma la decadenza effettiva degli Etoli ebbe inizio quando Achei e Macedoni si allearono contro di loro nella cosiddetta guerra sociale (219-217 a. C.), che vide Filippo V invadere il territorio etolico, e devastare i luoghi sacri di Termos e che si concluse con una pace di compromesso (Pace di Naupatto) sulla base dello status quo. Contro i Macedoni, gli Etoli si allearono nel 212 con i Romani nella I guerra macedonica (il testo del trattato ci è giunto in un'epigrafe), ma furono costretti a una pace separata che indebolì la loro posizione. Dopo essere stati cobelligeranti dei Romani nella II guerra macedonica, delusi nelle loro ambizioni espansionistiche nella Tessaglia già macedone a causa della proclamazione della libertà e indipendenza di tutti i Greci a opera di T. Quinzio Flaminino (196 a. C.), essi si rivolsero nel 192 a. C. ad Antioco III di Siria, eleggendolo proprio stratega contro i Romani. Ma, dopo la sconfitta di quest'ultimo alle Termopili, rimasti soli a sostenere la guerra in Grecia contro i Romani, persero Ambracia a opera di M. Fulvio Nobiliore e furono costretti a sottomettersi ai Romani: il koinón fu ristretto nell'ambito dell'antico territorio etolico, limitato nella sovranità e costretto a pagare forti riparazioni di guerra. L'importanza politica del koinón era ormai finita.

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