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Follina

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comune in provincia di Treviso (40 km), 191 m s.m., 24,16 km², 3646 ab. (follinesi), patrono: Pentecoste.

Generalità

Centro situato nell'alta valle del fiume Soligo.

Storia

Già parte del ducato amministrato da Ceneda nel sec. VI, venne compreso nella Marca Trevigiana e nel sec. X divenne possesso dei vescovi-conti di Ceneda. Intorno al 1146 i monaci cistercensi vi fondarono un monastero, cui vennero riconosciuti possedimenti e benefici dai grandi feudatari della regione e dagli imperatori del Sacro Romano Impero. Iniziò quindi un periodo di sviluppo, grazie anche all'introduzione della lavorazione industriale della lana da parte dei monaci. Nel sec. XIV, quando Venezia estese il suo dominio in terraferma, il monastero fu soppresso e trasformato in commenda. Nel 1578 il cardinale Gallia ottenne da Gregorio XIII il ritorno in paese dei monaci camaldolesi, che vi rimasero fino alla definitiva soppressione (1771).

Arte

L'abbazia cistercense (sec. XII) fu restaurata nel 1919-21. La basilica (1335) ha una facciata aperta da tre portali, uno centrale con lunetta affrescata (sec. XIV), e due laterali con rosone e monofore. L'interno, a tre navate gotiche e tre absidi quadrate romaniche, conserva decorazioni del sec. XIV, un affresco del 1507 (attribuito alla scuola del Pordenone) e, nell'ancona dell'altare maggiore, una Vergine col Bambino in pietra arenaria forse anteriore al sec. XI. Completano l'abbazia il chiostro (1170-1268), la sagrestia barocca e l'antico refettorio adibito a battistero, con un monumento ai Caduti di tutte le guerre. Nell'abitato si trovano alcuni palazzetti secenteschi, fra cui il palazzo Barberis-Rusca (con trifora centrale) e, nel cortile interno, un'ala a tre logge sovrapposte. In località Valmareno sorgono la casa Noale-Rinaldi, con doppio loggiato verso il cortile, e il palazzo Falier, antica residenza dei conti del luogo.

Economia

L'industria è specializzata nei settori tessile e del mobile, affiancati da quelli alimentare, della lavorazione del legno, dei metalli e dei materiali lapidei. Svipuppato il turismo culturale.

Media


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