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Free Cinema

(Cinema libero). Movimento britannico fiorito, in senso stretto, tra il 1956 e il 1959 con la creazione di documentari sociali di L. Anderson, K. Reisz, T. Richardson e, in senso più largo, prolungatosi nella prima metà degli anni Sessanta attorno alla società indipendente Woodfall (fondata nel 1958 da Richardson e J. Osborne) con la produzione di film sociologicamente e artisticamente brillanti, su testi forniti (a questi e altri registi) dal teatro e dalla letteratura degli “arrabbiati”. Tra i documentari e cortometraggi si segnalano: Momma don't Allow (1956; Mamma non vuole) di Richardson, Together di L. Mazzetti (1956), Every Day Except Christmas (1957; Tutti i giorni eccetto Natale) di Anderson, We Are the Lambeth Boys (1959; Siamo i ragazzi di Lambeth) di Reisz e Terminus (1961; Stazione di testa) di J. Schlesinger. Tra i film: Saturday Night and Sunday Morning (1960; Sabato sera, domenica mattina) di Reisz, A Taste of Honey (1961; Sapore di miele) e The Loneliness of the Long Distance Runner (1962; Gioventù, amore e rabbia) di Richardson, A kind of loving (1962; Una maniera d'amare) e Billy liar (1963; Billy il bugiardo) di J. Schlesinger e This Sporting Life (1963; Io sono un campione) di Anderson. Il premio Oscar dato a Tom Jones di Richardson nel 1964 segnò anche la fine del movimento.

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