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Heian

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Storia

Periodo della storia giapponese, compreso tra il 794, quando l'imperatore Kammu trasferì la capitale da Nara a Heian (l'odierna Kyōto), e il 1185. Quest'epoca viene solitamente suddivisa in due periodi aventi caratteristiche differenti: il primo, che giunge sino verso la metà del sec. IX, vide continuare quell'interesse per le cose cinesi che già aveva contrassegnato la precedente epoca di Nara e assistette all'introduzione delle sette buddhiste Tendai e Shingon dal vicino continente. Nel secondo periodo, le trasformazioni politiche più importanti furono l'ascesa di alcune potenti famiglie aristocratiche (Fujiwara, Taira, Minamoto) verso posizioni di potere e la decadenza del potere imperiale. Il periodo Heian fu estremamente raffinato e conobbe una fioritura artistica eccezionale, soprattutto in campo letterario. Tra le opere più importanti vanno menzionate: il Kokinshu (905; Raccolta di poesie antiche e moderne) e il Genji Monogatari (trad. it., Genji, storia del principe splendente) di Murasaki Shikibu (978-ca. 1015).

Arte

Nel corso di questo periodo l'assimilazione delle influenze culturali cinesi si trasformò in un processo di stimolanti interpretazioni locali, da cui maturarono e si svilupparono con espressioni originali i caratteri tipici dell'arte nazionale giapponese. Tra la fine del sec. IX e gli inizi del X, quando maggiore divenne a corte il potere dei Fujiwara, le manifestazioni dell'arte e dell'architettura si realizzarono secondo orientamenti estetici e modi stilistici autonomi. La divulgazione di particolari aspetti del costume raffinato di corte favorì, nell'architettura civile, l'affermarsi dello stile shinden-zukuri per i palazzi della nobiltà, ispirati a forme di edifici (Shinsenen) che sorgevano isolati dal contesto (al quale tuttavia appartenevano) di edifici pubblici e privati della corte imperiale. L'architettura religiosa del buddhismo trovò nuovo impulso costruttivo con l'introduzione delle sette esoteriche e sincretistiche (Tendai e Shingon). La costruzione di santuari e complessi monastici sui monti determinò l'elaborazione di nuove piante e di nuove strutture adatte a conformarsi all'ambiente naturale (Kongobu-ji sul monte Koya; Enryaku-ji sul monte Hiei). In questo periodo anche la tradizionale architettura shintoista subì modifiche e aggiornamenti sul suggerimento di quella buddhista (tempio di Kitano a Kyoto, 947 ; tempio di Itsukushima nella prefettura di Hiroshima, 1169). Dei vari templi sorti dalla fine del sec. VIII al sec. XII si ricordano il Muro-ji (prefettura di Nara), l'Onjo-ji (prefettura di Shiga), il Chuson-ji a Hiraizumi (prefettura di Iwate), lo Jorori-ji (prefettura di Nara). Una delle maggiori espressioni dell'architettura Heian è il noto “padiglione della Fenice” (Hoodo) del Byodoin a Uji, costruito nel 1053 come residenza civile nello stile shinden-zukuri e poi trasformato in tempio . In questo padiglione sono conservati due capolavori della cultura e della pittura del tempo dedicati al culto di Amida, opere che riassumono in sé in modo superbo i caratteri essenziali dell'arte Heian. Si tratta della statua di Amida eseguita dal grande scultore Jocho e delle pitture murali raffiguranti il Paradiso di Amida. Con il diffondersi del buddhismo esoterico e successivamente del culto dell'amidismo, il pantheon delle divinità si ampliò arricchendo così il repertorio iconografico dell'arte con raffigurazioni di esseri misericordiosi (Amida) e di altri dall'aspetto terrifico (Fudo), oppure con i diagrammi magici dei Mandala (in giapponese Mandara). Nella pittura profana di questo periodo, allo stile cinese kara-e si sostituì quello giapponese yamato-e, che impronta di sé le illustrazioni ispirate alla letteratura (emakimono) o alla storia e alle leggende legate all'origine dei santuari (Engi). Accanto alle grandi manifestazioni dell'arte si svilupparono le diverse forme di artigianato, dalla lavorazione dei metalli alle tecniche della lacca (sono di questo periodo la lacca makie, spruzzata d'oro, e quella incrostata di madreperla, raden) .