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Mònaco (Stato)

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(Principauté de Monaco) Stato dell'Europa meridionale (2,02 km²). Capitale: Monaco. Popolazione: 31.109 ab. (2008). Lingua: francese (ufficiale), italiano, monegasco. Religione: cattolici 81,2%, altri 18,8%. Unità monetaria: euro (100 centesimi). Confini: circondato dalla Francia (N, E, W), si affaccia sul Mar Mediterraneo (S). Membro di: ONU e OSCE.

Generalità

Affacciato sul Mar Mediterraneo e circondato dal dipartimento francese delle Alpi Marittime, il Principato di Monaco è uno dei più piccoli Stati del mondo. Costituisce una specie di enclave politica ed economica, oltreché naturalmente geografica, della Francia, Paese con cui vige anche un'unione doganale e monetaria e che non manca di trarre profitti dalla vicinanza con il minuscolo ma attivo Principato. Governato da oltre sette secoli dalla famiglia Grimaldi, il Principato di Monaco gode di una solida economia che sfrutta i proventi del turismo, (soprattutto negli anni Settanta e Ottanta è stato meta preferita di un turismo d'élite), dell'industria leggera (sviluppatasi a partire dal secondo dopoguerra) e della crescita del settore finanziario e bancario, favorita da agevolazioni fiscali e leggi sul segreto bancario che hanno permesso l'afflusso di ingenti capitali dall'estero.

Lo Stato

Il Principato di Monaco è una monarchia costituzionale ereditaria. Secondo la Costituzione del 17 dicembre 1962, il potere legislativo spetta al principe (che è capo dello stato e detiene ancora ampi poteri) e al Consiglio nazionale, eletto per 5 anni a suffragio universale. Il potere esecutivo è esercitato, sotto l'autorità del principe, dal ministro di stato, scelto tra candidati proposti dalla Francia. L'ordinamento giudiziario fa riferimento al diritto francese e si basa sull'attività di una Corte suprema. La difesa militare del Principato, che non possiede un proprio esercito, è prerogativa della Francia. L'istruzione, gratuita e obbligatoria dai 6 ai 16 anni di età, è organizzata sul modello di quella francese. Gli allievi che desiderano proseguire gli studi possono iscriversi al liceo (della durata di sette anni) mentre l'istruzione superiore si svolge nelle facoltà universitarie e negli istituti superiori francesi.

Territorio: geografia fisica e umana

Situato tra le estreme propaggini meridionali delle Alpi Marittime e il Mediterraneo, il territorio monegasco occupa una sezione della baia limitata dai capi d'Ail e Martin. Da un punto di vista morfologico, esso è caratterizzato da un promontorio roccioso (alto 65 m) e da una zona collinare retrostante. Il Principato è formato da quattro nuclei cittadini fusi in unico agglomerato urbano: Monaco, che si estende sul promontorio e comprende il centro storico, tra cui il palazzo dei Principi; La Condamine, al fondo di una piccola baia, che costituisce la zona degli affari e ospita oltre metà dell'intera popolazione; Monte-Carlo, dove sono situati il famoso Casinò e i grandi alberghi; Fontvieille, che rappresenta l'area industriale. Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e asciutte (10 °C in gennaio e 23 °C a luglio). La densità media della popolazione (15.400 ab./km²) è tra le più elevate al mondo; tale fenomeno è dovuto alla fiorente economia e alla favorevole legislazione fiscale che attira un cospicuo numero di stranieri: oltre alla comunità monegasca, infatti, considerevole è il numero di residenti di origine francese, italiana, statunitense e inglese.

Territorio: ambiente

Il governo del Principato di Monaco ha sempre dimostrato notevole attenzione verso le problematiche relative all'inquinamento marino e alla protezione degli animali. In quest'ottica si devono valutare l'adesione, nel 1976, alla convenzione di Barcellona per la protezione del Mar Mediterraneo e la sigla, nello stesso anno, dell'accordo RAMOGE (insieme a Francia e Italia), per la protezione di un ampio tratto di litorale marino (da Marsiglia a La Spezia). Tra le altre iniziative, un accordo firmato a Roma, nel 1999, (sempre con Francia e Italia), per l'istituzione di un “Santuario per i mammiferi marini”: si tratta della realizzazione di una vasta area marina protetta, compresa tra Punta Escampobariou nei pressi di Tolone (Francia) e Capo Falcone (Sardegna) a W, Capo Ferro (Sardegna) e la Foce del Chiarone a E (Toscana), al fine di preservare i mammiferi marini e il loro habitat. Le aree protette sono lo 0,7% del territorio.

Economia

Già splendido “ritiro” o luogo di soggiorno per ristrette élite internazionali, Monaco ha vissuto la sua epoca d'oro alla fine del sec. XIX, a cui è seguito un periodo di riconversione economica (nel 1998, il PIL era pari a 814 ml $ USA). Il settore turistico, pur mantenendo la sua importanza, ha acquisito caratteristiche di massa divenendo in proporzione meno redditizio e perdendo conseguentemente la funzione di unica struttura portante dell'economia monegasca, a vantaggio di altre attività industriali e finanziarie. Più che benevole facilitazioni fiscali (tra le quali la mancanza d'imposte dirette per i residenti) hanno ormai inserito Monaco nel giro dell'alta finanza internazionale, con conseguente afflusso di capitali dall'estero e installazione di svariati istituti bancari e complessi industriali. Solo il rispetto delle norme che regolano l'integrazione monetaria con la Francia ne ha impedito la trasformazione in uno dei principali centri bancari offshore. Una crisi nei rapporti franco-monegaschi (dopo alcuni attriti, nel 1962, per motivi di natura fiscale e doganale) è scoppiata verso la fine degli anni Novanta a seguito delle accuse, da parte del governo francese, di una volontà del Principato di restringere poteri e capacità di intervento degli agenti delle dogane francesi. Dal 1993 è anche in corso un contenzioso a seguito delle ipotesi, formulate dai magistrati francesi, di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite da parte di alcune banche monegasche. Un periodo nero per il Principato che è culminato con la censura dell'OCSE, nel 2000, come “paradiso fiscale”: da allora il Paese non ha però emanato alcuna norma antiriciclaggio. Potenza economica internazionale è anche la Societé des Bains de Mer (cui partecipa largamente il governo) che controlla l'attività turistica ed è proprietaria della maggior parte degli alberghi, del Casinò, del Teatro dell'Opera e dei circoli più eleganti. Vario è il panorama dell'industria, localizzata soprattutto a Fontvieille e nella zona del porto, che annovera stabilimenti chimici, farmaceutici, meccanici, tessili e dell'abbigliamento, poligrafici, di apparecchi di precisione, del vetro e della ceramica, di materiale elettrico ed elettronico. Un modestissimo ruolo svolgono la pesca e l'agricoltura. Cospicui introiti provengono allo Stato anche dall'attività del Casinò (di sua proprietà dal 1967), dalle emissioni filateliche e dalle concessioni riguardanti l'emittente radiotelevisiva locale. Il Principato è inserito nella rete stradale e ferroviaria francese, che lo connette all'aeroporto di Nizza.

Storia

Anticamente abitato da popolazioni di ceppo ligure, Monaco deve con ogni probabilità la sua attuale denominazione proprio al nome delle tribù dei Monoikos, che lo popolarono in epoca neolitica. La zona divenne in epoca romana uno dei principali punti di riferimento commerciali della costa ligure. A La Turbie, Augusto fece innalzare il Trophaeum Alpium, a ricordo dei successi ottenuti contro i popoli dell'interno. Scarse sono le notizie su Monaco nell'alto Medioevo. Nel 1162 i mercanti genovesi ottennero da Federico Barbarossa il diritto di servirsi del territorio monegasco per i propri traffici. Nel 1297 il casato genovese di parte guelfa dei Grimaldi vi instaurò la propria autorità grazie all'audacia di Francesco, detto Malizia. Ai discendenti di quest'ultimo il potere fu conteso con successo da altre famiglie della nobiltà genovese che riuscirono alternativamente a impossessarsene dovendo però piegarsi alle ingerenze francesi e spagnole. La stabile supremazia dei Grimaldi data al 1419 e più ancora al 1489, allorché lo stesso re Carlo VIII riconobbe loro la signoria. L'imperatore Carlo V impose a Monaco l'influenza spagnola nel 1524, ma nel 1641 fu ancora la Francia la garante del piccolo Stato. Le riforme concesse dal principe Onorato III nel 1789 non preservarono Monaco dalle ambizioni della Francia, che nel 1793 lo annesse ai propri territori. Con la Restaurazione l'influenza francese fu sostituita da quella dei Savoia. Nel 1848 il Principato perse Mentone e Roccabruna, che nel 1861 passarono alla Francia. Sempre nello stesso anno il trattato franco-monegasco riconobbe di nuovo la sovranità di Monaco. Nel 1866 Carlo III di Monaco fondò Montecarlo. Nel 1918 venne firmato un trattato in cui si stabiliva che la politica monegasca si sarebbe allineata con quella francese, comprese le politiche militari ed economiche. Nel 1949 è salito al potere Ranieri III e nel 2005, alla morte del padre, Alberto II. Nel 1993 il Principato di Monaco entrava nelle Nazioni Unite, come membro ufficiale. Nonostante non faccia parte dell'UE, Monaco si è associato alla politica economica e doganale dell'Europa, convertendosi, dopo il 1999, all'euro.

Cultura: generalità

Sin dai tempi del principe Alberto I e soprattutto a partire dalla fine del XIX sec., il Principato si è attivamente impegnato nella promozione di varie iniziative culturali. Importante l'attività teatrale organizzata dal Grand-Théâtre de Monte-Carlo, un edificio di stile settecentesco, inaugurato nel 1879, che ha ospitato nel corso di un secolo prestigiosi spettacoli di prosa e importanti rappresentazioni di opere liriche (con novità assolute di Massenet, Ravel,Fauré ecc.) ed è stato soprattutto, dal 1911, uno dei grandi centri del balletto moderno. Vi furono attivi Djagilev e, in seguito, la compagnia dei Ballets de l'Opéra de Monte-Carlo diretti da René Blum, compagnia che si fuse nel 1932 con l'Opéra Russe à Paris del colonnello de Basil per dar vita ai Ballets Russes de Monte-Carlo, codiretti da Blum e de Basil sino al 1935. Altre compagnie importanti furono quella del Nouveau Ballet de Monte-Carlo, formata da M. Sablon nel 1942 e attiva fino all'aprile 1944; quella dei Nouveaux Ballets de Monte-Carlo, allestita nel 1945 da E. Grunberg (con S. Lifar direttore artistico), e il Grand Ballet de Monte-Carlo, del marchese de Cuevas, che nel 1947 accolse vari membri della disciolta compagnia di Lifar e nel 1950 divenne il Grand Ballet du Marquis de Cuevas. Sciolta nel 1963, la compagnia è stata rifondata nel 1985 grazie all'intervento della principessa Carolina di Hannover, e ha organizzato numerose tournée presentando un programma di opere del repertorio dei Ballets Russes ma anche creazioni contemporanee di coreografi come Kevin Haigen, John Clifford, Jean-Christophe Maillot, Dieter Amman, Uwe Scholz. Dal 1993 nuovo direttore-coreografo è Jean-Christophe Maillot, che ha conferito al corpo di ballo una nuova dimensione internazionale. Il Grand-Théâtre ospita anche l'Orchestra filarmonica di Monte-Carlo, istituita nel 1979 e nata dalla prima orchestra permanente (1863). Già diretta da alcuni dei più grandi musicisti del secolo (Toscanini, Bernstein, Strauss), l'orchestra, grazie alle continue esibizioni in tutto il mondo, è diventata una vera e propria ambasciatrice della cultura monegasca. L'opera di promozione artistica continua grazie all'impegno del principe Ranieri III e all'istituzione di fondazioni quali la Prince Pierre Foundation che bandisce premi annuali per la letteratura, la musica e l'arte, la Princess Grace of Monaco Foundation che scopre e supporta giovani talenti, e la Prince Rainier Musical Academy Foundation. Da segnalare anche la presenza di un museo oceanografico (inaugurato nel 1910), voluto dal principe Alberto I per ospitarvi i reperti delle sue numerose campagne oceanografiche e di un museo di antropologia preistorica (1950). Lingua ufficiale è il francese, ma è comunemente parlato il monegasco, un dialetto franco-italiano.

Cultura:tradizioni

Varie tradizioni di origine religiosa, componente integrale ed esclusiva di un retaggio sociale, culturale e morale, sono radicate nella memoria collettiva dei monegaschi, popolazione ad ampia maggioranza cattolica. Tra le più sentite è la festa di santa Devota (27 gennaio), il cui culto (risalente al 300 d. C.) ha resistito durante i secoli presso la comunità del Principato. Tutti gli anni si svolge una processione e una cerimonia religiosa che si conclude con l'incendio di una barca, cosparsa di rami di olivo, pino e alloro. Il gesto simbolico ricorda la barca che i monegaschi bruciarono per cancellare le tracce del martirio della santa compiuto dai soldati romani. Dopo santa Devota, il più venerato e popolare a Monaco è san Romano (9 agosto), legionario romano martirizzato durante il regno dell'imperatore Valeriano (258 d. C.). I giorni del 23 e 24 giugno sono invece dedicati alla festa di san Giovanni Battista: sulla piazza del palazzo dei Principi si svolgono sfilate in costumi storici, balli e canti al suono dei mandolini, mentre all'interno della cappella del palazzo, dedicata proprio a san Giovanni, la famiglia reale partecipa a una cerimonia. Successivamente, due servitori della casa regnante accendono un grande falò al centro della piazza, attorno al quale si balla la farandola, antica danza provenzale simbolo di un viaggio collettivo attraverso le esperienze della vita. Il giorno seguente i festeggiamenti continuano nel quartiere di Monte-Carlo. La festa nazionale viene celebrata il 19 novembre, giorno dell'onomastico del principe Ranieri III (in precedenza si svolgeva in concomitanza con la festa di santa Devota). Il programma prevede il conferimento di onori e decorazioni, una serata di gala all'Opera House, festeggiamenti in particolare per bambini e anziani e un grande spettacolo di fuochi d'artificio. Altre tradizioni, oggi decadute ma forse solo temporaneamente dimenticate, testimoniano sia della tempra religiosa dei monegaschi sia del loro spirito vitale. Da ricordare la tradizione del Calendimaggio, festa di origine molto remota, che celebra il pieno ritorno della primavera, la rinascita della natura e il risveglio della fecondità, festeggiata un tempo con danze (farandole) attorno a un palo ornato di nastri e fiori situato al centro della piazza del palazzo dei Principi e la tradizione del ciaraviyù (versione monegasca della parola francese charivari che significa “chiasso, baccano”), consistente nello suonare la peggiore serenata possibile sotto le finestre dei novelli sposi considerati dalla comunità una coppia malassortita. Si tratta di un patrimonio tradizionale la cui tutela è affidata al National Committee of Monégasque Traditions, fondato nel 1924, impegnato a recuperare e a far rivivere tradizioni sedimentate nella memoria collettiva.

Bibliografia

Per la geografia

D. Astraudo, Les petits états d'Europe, Nizza, 1937; G. Ollivier, Les trois villes de Monaco, Monaco, 1956; P. M. de la Gorce, Monaco, Losanna, 1969; O. Lovati, Provenza, Costa Azzurra, Principato di Monaco, Pisa, 1988.

Per la storia

L. H. Labonde, Histoire de la Principauté de Monaco, Parigi, 1934; G. Playfair, F. Gibbon, Little Tour: Andorra, Monaco, Londra, 1954; G. Gorani, Repubblica di Genova, Corsica e Principato di Monaco, Pisa, 1988.