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Medina

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(Al Madīnah). Capoluogo della provincia omonima (Arabia Saudita), 639 m s.m., , 1.010.000 ab. (2004).

Generalità

Situata 360 km a N de La Mecca, in una fertile oasi del Al-Hijāz, sul Wādī al-Hamd. La città, in cui è sepolto il Profeta, è meta di pellegrinaggi devozionali (la seconda del mondo islamico), di solito abbinati al pellegrinaggio istituzionale islamico presso La Mecca. Per tutti coloro che non professano la fede islamica è severamente vietato l'accesso alla città e alla zona immediatamente circostante. La casa del Profeta, che al-Walid I, nel 707-709, ampliò e ricostruì per adattarla a luogo di culto, fece da modello alle prime grandi moschee. Altri monumenti di Medina sono la tomba di Maometto e quelle della figlia Fāṭima e dei califfi Abū Bakr e 'Omar, la grande Moschea che, benché più volte rimaneggiata e, nel 1256, gravemente danneggiata da un incendio, è il monumento più importante della città, il cui aspetto attuale risale all'epoca del sultano turco ʽAbd ül-Meğīd (1853-54). Medina è sede della Islamic University of al-Madinah al-Munawarah (1961) e della Taibah University (2004).

Storia

Mutò il nome originario di Yathrib in quello di Medina (Madinat an-Nabi, la città del Profeta), dopo che Maometto vi trovò scampo fuggendo nel 622 da La Mecca. Sotto i primi califfi, Medina fu la capitale di un impero sempre più vasto e potente. Sul suo modello si sviluppò l'idea dell'Islam come nazione, oltre che come religione. Ma l'avvento degli Omayyadi spostò il centro dell'impero a Damasco. Nei primi tempi Medina non si rassegnò a questa perdita di prestigio. Dopo il sacco del 683 declinò rapidamente. Approfittando poi della crisi dell'impero abbaside, Medina riuscì a guadagnare una qualche indipendenza che però fu definitivamente soffocata dai turchi nel 1517. Dal 1804 al 1812 fu nelle mani dei Wahhabiti. Ricuperata dagli egiziani e nuovamente dai turchi, cadde nel corso della prima guerra mondiale in possesso dello sceriffo de La Mecca. Nel 1924 fu conquistata da Ibn Saʽūd I.

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