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Higiaz

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Generalità

Divisione amministrativa (2 milioni di ab. nel 1985; capoluogo La Mecca) dell'Arabia Saudita, che si estende lungo la costa del Mar Rosso e del golfo di ʽAqaba, tra la Giordania a N, l'ʽAsir a S e il Neged a E. La parte più settentrionale comprende lo Hisma, che culmina a 2580 m nel Lawz, e il Midyan, che si continua all'interno nella regione già nota agli antichi col nome di Arabia Petrosa. A S del Midyan si estende la pianura costiera (Tihamah), formata in gran parte da apporti alluvionali; larga in media 15-20 km, è desolata e malsana, con temperature elevatissime. La costa presenta insenature con acque profonde, ma è spesso orlata da scogliere coralline. Alle spalle della Tihamah si erge un altopiano (la cima più elevata è il Gebel Radwa, 1814 m) che presenta ampie vallate percorse da uidian (principale l'Uadi al Hamd), dove frequenti si addensano le oasi (produzione di cereali, datteri, frutta), centri di traffici tra i porti della costa (Gidda, Yenbo) e le città dell'interno (La Mecca e Medina). Diffusi l'allevamento dei cammelli e la pesca. Anche Hegiaz.

Storia

La storia dell'Higiaz è la storia della Mecca e di Medina; il resto non è che la vita, sempre uguale e povera di sviluppi storici, delle tribù beduine. La Mecca continuò a essere la città dei ricchi possidenti e commercianti, amministratori o sfruttatori del santuario; Medina rimase grande centro agricolo, dove era morto (632) il Profeta e da dove partivano gli eserciti conquistatori. L'Higiaz fu centro e base del grandioso movimento religioso e politico dell'Islam fino a quando Medina, sotto il califfo ʽAli, cedette (656) il posto di capitale ad Al-Kūfah (Iraq); il centro politico fu allora spostato a nord e, divenute capitali Damasco (661) e poi Baghdad (762), l'Higiaz decadde a livello di provincia, e non delle più importanti. Vi fiorirono però rinomate scuole di diritto islamico; non di rado vi fermentarono rivolte contro il governo centrale, in nome di ʽAli e della Shiʽa. Nel sec. X l'Higiaz, rotti (o quasi) i vincoli con Baghdad, affondò nell'anarchia. Persino La Mecca fu saccheggiata (930) dai predoni Karmati, venuti dall'Arabia orientale; la “pietra nera”, rubata in quell'occasione, non fu restituita che 21 anni dopo. Verso il 960 ebbe inizio il dominio degli sceriffi, discendenti meccani di Maometto e ʽAli, e perciò sciiti, che taglieggiarono per secoli la popolazione indigena e più ancora i pellegrini. All'inizio del sec. XIII l'alide Qatāda fondò una dinastia di sceriffi destinata a durare sino al 1924. Costoro si barcamenarono con abilità di fronte ai loro sovrani nominali, Ayyubiti d'Egitto o Mamelucchi loro successori, tutti ferventi sunniti. Sunniti erano anche gli Ottomani che occuparono (1517) l'Egitto e controllarono più da vicino l'Higiaz. Le incursioni wahabite dei primi anni dell'Ottocento costrinsero il governo turco a richiedere l'intervento egiziano. Dal 1818 al 1845 fu Il Cairo ad amministrare l'Higiaz. Una volta ritornati gli Ottomani, si cercò di integrare maggiormente la regione nell'impero: nel 1908 fu aperta la ferrovia Damasco-Medina. In questo stesso anno Ḥusayn fu nominato sceriffo della Mecca; nel 1916, alleatosi con gli Inglesi, fu riconosciuto re dell'Higiaz. Il regno divenne membro della Società delle Nazioni. Nel 1924 Ibn Saʽūd attaccò Ḥusayn e l'anno seguente completò la conquista del regno, da allora rimasto parte integrante dell'Arabia Saudita.