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Messina, strétto di-

braccio di mare tra la penisola italiana e la Sicilia, che mette in comunicazione il mar Tirreno con il mar Ionio. Si estende per 33 km in direzione NS con un'ampiezza compresa fra i 3 e i 17 km ed è limitato a N dal capo Peloro e dalla rupe di Scilla e a S dal capo di Alì e dalla punta di Pellaro. Dal punto di vista geologico lo stretto è impostato su una zona di distensione, dovuta al movimento, l'una rispetto all'altra, di due delle microzolle formate nel bacino del Mediterraneo in seguito alla collisione tra la zolla litosferica africana e quella eurasiatica. Tale distensione è accompagnata da un vulcanismo di tipo basaltico (Etna e monti Iblei) e da un'elevata sismicità, che in passato ha avuto anche esiti catastrofici (terremoto di Messina, 1908). Le sue acque sono assai pescose: fino dall'antichità vi si esercita la pesca al pesce spada (fino agli anni Sessanta del sec. XX con l'arpione, oggi con lenze e reti) malgrado le intense correnti di marea che possono raggiungere velocità fino a 9 km/h, con controcorrenti e vortici pericolosi per la navigazione; da qui la triste fama in età classica dello stretto, i cui pericoli erano imputati a due mostri leggendari (Scilla e Cariddi). Lo stretto è sorpassato dagli anni Cinquanta del Novecento da un grande elettrodotto tra Faro e Piale; regolari servizi di navigazione, con traghetto automobilistico e ferroviario, collegano Messina, in Sicilia, a Villa San Giovanni e Reggio di Calabria, in Calabria.

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