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aristotelismo

sm. [da Aristotele]. Termine comprensivo di tutte le correnti, gli indirizzi e i sistemi filosofici influenzati dal filosofo greco. Culla dell'aristotelismo nell'antichità fu la scuola peripatetica che da Teofrasto a Stratone di Lampsaco fino a Tolomeo, Galeno, Alessandro di Afrodisia, prolungò e sviluppò gli interessi fisico-naturalistici del maestro. Assente dalla patristica sia greca sia latina in cui domina il platonismo, l'aristotelismo conobbe uno dei momenti di maggiore fulgore presso gli Arabi: i commenti di Avicenna e di Averroè tramandarono all'Occidente l'Aristotele metafisico e fisico. In ambito latino il mediatore di Aristotele al Medioevo fu Boezio che ne tradusse gli scritti di logica. La Scolastica medievale segnò la vittoria dell'aristotelismo in Occidente: l'opera di San Tommaso è un grandioso tentativo di sintesi di aristotelismo e cristianesimo. Con la dissoluzione della Scolastica inizia la decadenza dell'aristotelismo occidentale (sempre limitato del resto nella sua pretesa di egemonia dalla tradizione platonico-agostiniana). Il platonismo dell'Umanesimo e soprattutto l'affacciarsi di un nuovo empirismo nelle scienze della natura (da Telesio fino a Galilei e a Bacone) sancirono la fine dell'aristotelismo come dottrina viva. L'aristotelismo continuò tuttavia a fiorire in Spagna nella cosiddetta “Seconda Scolastica” (Suárez), donde esercitò un notevole influsso sulle facoltà teologiche della Germania. Ciò rese possibile il recupero di Aristotele operato da Leibniz e dalla Scolastica wolffiana. Contro di essa insorgerà Kant. Nel sec. XIX avviene un ritorno ad Aristotele in funzione antihegeliana a opera di Trendelenburg, il quale diede vita a un neo-aristotelismo che, attraverso F. Brentano, arriva fino alla fenomenologia. § La storia dell'aristotelismo è la storia dell'interpretazione di Aristotele di cui furono messi in luce e accentuati di volta in volta aspetti diversi: il naturalismo, la teologia, la logica, la poetica. Fino al tardo Medioevo, e oltre ancora, fino alle soglie dell'età moderna, Aristotele fu in Occidente la prima autorità culturale, “maestro di color che sanno”, com'ebbe a definirlo Dante.