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Galèno, Clàudio

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Biografia

(greco Galēnós; latino Claudíus Galēnus). Medico (Pergamo 129 o 130-ivi o Roma 199 o 201). Studiò medicina nella sua città, quindi a Smirne e ad Alessandria, coltivando al tempo stesso la filosofia. A Roma si trasferì forse nel 162 e iniziò la sua attività come medico dei gladiatori. Dopo un breve soggiorno in patria, ritornò a Roma, presso la corte di Marco Aurelio, divenendo presto famoso per la sua attività professionale e scientifica.

Filosofia

Vivace polemista, gli si devono non solo moltissimi scritti di medicina, ma anche opere filosofiche e commentari. La grande sintesi del sapere medico dell'antichità da lui compiuta dominò nel Medioevo arabo e cristiano, e solo nel Rinascimento subì le prime importanti critiche, conservando tuttavia la sua influenza sino al Settecento. Il suo sistema, non privo di incongruenze, si basa sulla dottrina ippocratica dei quattro umori, la cui natura suppose legata alle quattro qualità (caldo, umido, freddo e secco), ai quattro elementi (fuoco, aria, acqua e terra), nonché influenzata dalle quattro stagioni e dalle età dell'uomo. Dagli stoici derivò la teoria del pneuma (spirito o anima del mondo), principio attivo che muove e organizza i processi naturali, ma, a differenza degli stoici, ammise la concezione platonica delle tre anime e gli scrittori successivi formularono, col suo nome, la dottrina dei tre spiriti che presiedono le principali funzioni: lo spirito naturale con sede nel fegato, quello vitale con sede nel cuore e quello animale, deputato alle attività psichiche, con sede nel cervello. Da Aristotele derivò una concezione teleologica che sviluppò affermando la perfezione di ogni organo, creato dal demiurgo secondo una finalità precisa.

Fisiologia

La fisiologia di Galeno, pur avvalendosi di precise osservazioni, non è esente da aspetti speculativi e si basa su una ricca conoscenza anatomica, anche se vengono attribuite all'uomo strutture studiate negli animali. Secondo il sistema fisiologico concepito da Galeno, il chilo intestinale è attratto nel fegato e ivi trasformato in sangue che, attraverso la vena cava, giunge alla parte destra del cuore; di qui passa in parte ai polmoni per nutrirli e in parte direttamente alla cavità sinistra del cuore attraverso invisibili canali che egli suppose esistere nella parete divisoria. Galeno riconobbe la presenza del sangue nelle arterie e sostenne che la dilatazione compiuta dal cuore nella diastole viene trasmessa alle arterie che attirano in tal modo sia il sangue dalle vene (a cui sono congiunte da canali invisibili) sia il pneuma esterno attraverso i pori della pelle. In tal modo si produce una respirazione di tutto il corpo che mantiene il calore animale. Scopo della respirazione polmonare è invece quello di disperdere l'eccesso di calore del cuore e di eliminare le impurità del sangue.

Medicina e patologia

In patologia, Galeno sostenne che causa principale delle malattie è l'alterazione degli umori o, a volte, del pneuma; riconobbe tuttavia che la causa può essere localizzata anche in singoli organi (per esempio che le paralisi sono dovute a lesioni dei nervi, su cui dimostra precise conoscenze). Brillante diagnostico, distinse varie malattie in base ai sintomi e, seguendo Ippocrate, cercò di precisare anche la loro prognosi, in modo a volte speculativo, sia in base alla dottrina dei giorni critici (regolarità matematiche nel decorso) sia con l'analisi delle urine e del polso. Nella cura delle malattie, le indicazioni chirurgiche da lui fornite non introdussero particolari innovazioni. Ribadì l'importanza del principio ippocratico che la natura possiede una sua propria forza medicatrice, ma si cimentò soprattutto nello studio teorico e applicativo della ricca farmacopea del suo tempo. Studiò l'azione dei medicamenti sull'organismo e giunse, su questa base, a dettagliate classificazioni circa la loro natura e i loro effetti. In tutta la sua opera Galeno sostenne l'importanza per il medico sia dell'impegno morale sia del rigore logico dimostrativo e non cedette all'irrazionalismo crescente della sua epoca. Delle sue opere, che costituiscono uno dei maggiori corpus scientifici della storia, sono particolarmente note il Methodus medendi, trattato di terapia conosciuto nel Medioevo come Megatechne, e l'Ars medica o Microtechne, che per molti secoli fu il testo fondamentale dell'insegnamento dell'arte medica.

Vene di Galeno

Sono due voluminosi tronchi venosi del cervello, che raccolgono il sangue refluo dai nuclei centrali delle pareti ventricolari e da parte del centro ovale; si originano dai plessi e dalla tela coroidea e, dopo breve decorso lungo la tela stessa, si uniscono in un unico tronco svasato (ampolla di Galeno) che termina nel seno venoso retto.

R. Walzer, Galen on Jews and Christians, Oxford, 1949; O. Temkin, On Galen's Pneumatology, in “Gesnerus”, 1951; G. Sarton, Galen of Pergamon, Cambridge, 1954; P. Manuli, M. Vegetti (a cura di), Opere psicologiche di Galeno, Roma, 1988.