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fìstola

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Lessico

sf. [sec. XIV; latino fistŭla].

1) Tubazione, generalmente di piombo, usata nell'antichità (soprattutto dai Romani) per le condutture d'acqua. Le fistole recano spesso scritto a rilievo il nome del proprietario del fondo o dell'edificio cui si riferiscono.

2) Lett., strumento musicale usato anticamente dai pastori.

3) In medicina, tragitto patologico percorso da liquido fisiologico o patologico e mantenuto pervio dal passaggio stesso del liquido. Esso mette in comunicazione un viscere cavo o una cavità patologica con un altro viscere cavo o con l'esterno.

Medicina

Le cause delle fistole sono quasi sempre di origine flogistica, infettiva, parassitaria. Le fistole si possono formare in qualsiasi parte del corpo ma vi sono tuttavia localizzazioni più frequenti. aorto-polmonare, comunicazione tra aorta e arteria polmonare, in prossimità della loro origine, senza canale intermediario. La sintomatologia è simile a quella della persistenza del dotto arterioso, ma porta rapidamente a morte per insufficienza cardiaca. bronchiale, può formarsi per rottura in un bronco di una cisti da echinococco, situata nel parenchima polmonare. pleuropolmonare, si può osservare spesso quando la cisti da echinococco del polmone si rompe in cavità pleurica; la stessa possibilità si presenta nell'actinomicosi, nella tubercolosi e nelle neoplasie del polmone, condizioni queste che determinano poi una pleurite purulenta o empiema. pleurobronchiale, rappresenta una delle complicanze più frequenti dell'ascesso epatico amebico che si apre in pleura con empiema e si fistolizza poi fino a raggiungere un bronco. duodenale, si riscontra spesso nei processi ulcerativi del duodeno quando a fatti periduodenitici, che fissano l'organo ad altri vicini, segue la perforazione dell'ulcera e la formazione di un tragitto che mette in comunicazione lo stesso duodeno con il pancreas, con la cistifellea o con le vie biliari; la fistola duodenale può anche rappresentare una delle più frequenti e precoci complicanze di interventi chirurgici di resezione gastrica o di gastroenterostomia; una delle complicanze tardive della gastroenteroanastomosi è l'ulcera peptica, con sede nella parete intestinale della bocca anastomotica, che può perforarsi nel colon, dando luogo a una fistola gastrodigiunocolica. perianali "Vedi disegno vol. IX, pag. 512" , assai frequenti, si formano in seguito ad ascessi perianali o perirettali, a contenuto purulento o di natura tubercolare, con apertura nella fossa ischio-rettale o nello spazio pelvirettale superiore; in rapporto all'anello anorettale possono essere intra-, trans-, extrasfinteriche secondo che decorrano nel suo contesto, al di sopra o al di sotto di esso; queste fistole, inoltre, possono decorrere con tragitto unico o con diramazioni multiple, aperto alle due estremità (complete) o a fondo cieco. Costituiscono una delle complicanze delle malattie infiammatorie croniche dell'intestino (morbo di Crohn e colite ulcerosa ). In questo caso possono essere trattate con i cosiddetti farmaci biologici, in particolare con anticorpi contro il fattore di necrosi tumorale (TNF), uno dei principali mediatori dell'infiammazione cronica. tubercolari, costituiscono l'esito più comune delle localizzazioni ossee o articolari della tubercolosi, con evoluzione verso la suppurazione e la formazione di un ascesso ossifluente, che tende a farsi strada attraverso muscoli e cute all'esterno. Quando è interessata la colonna vertebrale, nel segmento cervicale l'ascesso può raggiungere la regione retrofaringea o il mediastino posteriore (fistola retrofaringea e fistola mediastinica), il cavo sopraclaveare e l'ascella (fistola sopraclaveare e fistola ascellare); se è interessato il segmento dorsale, gli ascessi si insinuano negli spazi intercostali e si fanno superficiali a livello dei nervi perforanti (fistole toraciche); se interessano il segmento lombare gli ascessi seguono di solito la guaina del muscolo psoas, arrivano all'inguine e passano sotto l'arcata crurale fino al triangolo di Scarpa (fistola inguinale e fistola crurale); nelle sacroileiti specifiche, se l'ascesso è anteriore si rende intrapelvico ed esce lungo lo psoas verso il piccolo trocantere (fistola trocanterica) oppure attraverso la grande incisura ischiatica verso la regione glutea (fistola glutea); se l'ascesso è posteriore si esteriorizza verso la regione lombare o nel grande gluteo (fistola lombare). Anche le forme tubercolari del gomito, del polso, non rare nei bambini, esitano spesso in fistole (fistola del gomito e fistola carpale). La terapia delle fistole è chirurgica, ma se sono di origine tubercolare è preferibile la cura medica con streptomicina.