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régno (religione)

potere di una divinità e il luogo dove si estende. Nella religione cristiana l'espressione biblica regno di Dio (o regno dei cieli) racchiude il concetto della regalità e della sovranità attuale di Dio. Il termine regno, in questo ambito di pensiero, non va inteso in senso locale o storico-istituzionale, ma designa una realtà escatologica che, in quanto tale, costituisce al tempo stesso la negazione della realtà mondana: tale almeno è il significato che il termine riveste nella predicazione di Gesù, nella quale l'annuncio dell'imminenza del regno rappresenta il centro. Mentre infatti nell'Antico Testamento si rileva una tensione tra la fede nell'attualità nascosta del regno e la speranza della sua piena manifestazione escatologica (o meglio storico-finale), dove almeno non si incontri il pensiero di un'attualizzazione rituale del regno, il nocciolo della predicazione di Gesù sta invece nell'affermazione che il momento della manifestazione escatologica è giunto (onde l'appello all'urgenza del ravvedimento). L'anello di congiunzione tra il pensiero veterotestamentario e il messaggio di Gesù è costituito dal processo di radicale escatologizzazione subito dal concetto di regno nel tardo giudaismo e, precisamente, nell'ambito dell'apocalittica giudaica, che costituisce il quadro di riferimento culturale immediato dell'annuncio del regno di Gesù. Nel cristianesimo primitivo in parte e in misura decisiva nell'ambito della Chiesa antica il concetto di regno subisce poi caratteristici mutamenti: da un lato si reintroduce la tensione fra momento attuale di presenza nascosta e momento (indefinitamente) futuro di piena manifestazione del regno; dall'altro si pongono le basi di un'eticizzazione e di un'ecclesiasticizzazione del concetto: tutti elementi che divengono costanti della storia del dogma cristiano, di volta in volta negati, in modi diversi, da ritorni al carattere radicalmente escatologico dell'idea di regno.

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